Sicurezza moto: casco intelligente mette le frecce e frena la moto
Pubblicato il: 8 Agosto 2016
Ride, un prototipo di casco legge gli impulsi elettrici del cervello, mette le frecce e permette di frenare autonomamente.
Quando la realtà supera la fantasia. Un team di studenti e professori del laboratorio di ingegneria biomedica Biolab 3 dell’Università di Roma Tre ha realizzato Ride, un casco intelligente che percepisce, attraverso la lettura delle onde cerebrali, le situazioni di pericolo e fa in modo di prevenirle. Ride è l’acronimo di “Remote Intention Detecting Emulator” ed è ancora in fase di ricerca. Fino ad oggi però i risultati sono stati più che prestigiosi grazie al premio ottenuto nella sezione “ricerca e sviluppo” del Mobility Innovation Contest d Honda Europa. Ora il team ha deciso di provarela partecipazione alla Star Cup Lazio 2016, dove ha superato le prime due fasi di valutazione.
A firmare questo prototipo un team interamente italiano composto da Leonardo Franco, Eliana Streppa, Andrea Pittella e Valentina Calà, quattro studenti del corso di laurea magistrale in Biomedical Engineering di Roma Tre, coordinati e supervisionati dai tutor Daniele Bibbo e Carmen D’Anna.
Il funzionamento del casco. È proprio uno dei tutor, Daniele Bibbo, a spiegarci meglio come funziona Ride: “Tra l’intenzione e l’azione passa un tempo. Lo scopo è di intercettare la sensazione del pilota che scatta prima dell’azione. Il dispositivo permette al motociclista d’interagire con la centralina a bordo del motoveicolo attraverso un casco dotato di elettrodi per elettroencefalografia e connessione wireless, per esempio la freccia quando si “vede” e si pensa ad una curva, o preparare i freni ed agire sulla mappatura di potenza della moto in situazioni di pericolo percepito dall’utente. In caso di pericolo percepito, la sensazione genera particolari segnali elettroencefalografici a seguito dei quali i freni possono essere pre-attivati e l’erogazione della potenza della moto può essere controllata. Il sistema può funzionare dunque e da centrale di controllo volontario e involontario e di prevenzione nella guida della moto”.
Un concetto rivoluzionario per un prodotto che potrebbe essere la vera innovazione del futuro per tutti i conducenti di moto. “Siamo molto soddisfatti che un progetto di ricerca applicata, svolto da studenti e docenti di Roma Tre, si sia distinto nelle prime due fasi di selezione delle proposte più innovative del Lazio” ha affermato Chiara Tonelli, delegata del rettore per startup e imprese.
L’attenzione durante la guida è prerogativa di ogni riders ed è fondamentale per evitare pericoli ed incidenti. “Riguardo la sicurezza nella mobilità bisognerebbe spostare l’attenzione sulla prestazione dell’uomo, sulla capacità di attenzione” spiega Bobbio, e Ride vuole proprio essere un precursore in tal senso.
Di seguito un video dove gli stessi autori del prototipo spiegano il funzionamento di Ride.
foto da gazzetta.it













Forse hanno esagerato con la tecnologia su questo casco anche perché già spendere 300 € per un casco da moto non è poco, figuriamoci il prezzo di questo. Inoltre ho letto su http://www.caschimoto.net/ che l’applicazione pratica per questo genere di tecnologia non è nè immediata nè semplice 🙂