Bollo auto abolito? Spoiler: no. Ma ci piace sognare
Pubblicato il: 18 Settembre 2026
Meloni ha annunciato “la cancellazione di una delle tasse più odiate dagli italiani”. La realtà è più articolata — ma comunque interessante. Vediamo cosa cambia davvero.
Il 16 settembre 2026 è una data che gli automobilisti italiani ricorderanno, nel bene o nel male. Nel pomeriggio, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato in conferenza stampa — affiancata dai vice Tajani e Salvini e dal ministro dell’Economia Giorgetti — l’abolizione del bollo auto. Parole forti, che hanno immediatamente fatto il giro dei social. Peccato che la realtà, come spesso accade con i comunicati di palazzo, sia un po’ più sfumata.
Non si tratta di un’abolizione definitiva, ma di un’esenzione una tantum valida solo per il 2027. E non per tutti. Ma andiamo per ordine.
Chi non pagherà il bollo nel 2027
L’esenzione riguarda esclusivamente le persone fisiche — le aziende restano fuori — intestatarie di veicoli regolarmente assicurati. Nel dettaglio, sono esenti:
Auto: solo i veicoli alimentati a benzina, gasolio, GPL o ibridi con potenza fino a 80 kW (109 CV). Parliamo di circa 13,2 milioni di auto in circolazione. Attenzione: se la stessa persona ha più auto che rientrano nel limite, l’esenzione si applica solo a quella con la potenza più bassa. In caso di pari potenza, viene esentata quella per cui il bollo sarebbe stato più basso.
Moto e ciclomotori: tutti esenti, ma solo se il proprietario non ha già un’auto che rientra nell’agevolazione. Anche qui, con più moto agevolabili, l’esenzione vale solo per quella con la potenza minore — o, a parità di potenza, per la più anziana.
Complessivamente si parla di circa 14,5 milioni di veicoli esentati.
Chi invece continua a pagare
Occhio alle esclusioni, perché sono rilevanti:
- Le auto elettriche: stranamente escluse dall’esenzione, nonostante siano da sempre le più agevolate sul fronte fiscale.
- Le auto sopra gli 80 kW: chi ha un’auto più potente — anche di segmento medio — resta fuori.
- Le persone giuridiche: aziende, società e partite IVA con veicoli intestati non beneficiano di nulla.
Quanto costa allo Stato
Esentare 14,5 milioni di veicoli da una tassa regionale non è un’operazione indolore. Lo Stato compenserà le Regioni con 2.293,5 milioni di euro, da distribuire tra le singole amministrazioni entro il 31 marzo 2027 tramite decreto del ministro dell’Economia. Il costo complessivo dell’operazione per le casse pubbliche arriva a 2.362 milioni di euro.
L’obiettivo dichiarato: renderlo strutturale
Durante la conferenza stampa, il ministro Giorgetti ha usato una parola precisa: “strutturale”. L’intenzione del governo sarebbe quella di trasformare questa esenzione temporanea in una misura permanente per le auto meno potenti. Parola che, non a caso, era già stata pronunciata sia da Meloni che da Tajani che da Salvini nel corso dello stesso intervento. Una convergenza di intenti rara, in politica — vedremo se si tradurrà in fatti concreti nella prossima Legge di Bilancio.
Come è nata l’idea
L’ipotesi era nell’aria da mesi. Ne aveva parlato per primo, a metà giugno, il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto. Poi, a fine luglio, era arrivato l’annuncio social di Tajani. Infine il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio aveva fatto da sponda. Una proposta che ha trovato terreno fertile perché il bollo auto, pur essendo disciplinato da una legge nazionale del 1953, finisce nelle casse delle Regioni — circa 7,4 miliardi di euro l’anno, risorse con cui gli enti locali finanziano in larga parte la sanità.
E il taglio delle accise?
L’esenzione-bollo non arriva da sola: sostituisce il taglio straordinario delle accise sul gasolio, finora costato oltre 2 miliardi di euro. Lo stesso decreto proroga il taglio fino al 5 ottobre in due fasi — prima 10 centesimi in meno per una settimana, poi 5 centesimi fino alla scadenza. Da quella data entrano in gioco le cosiddette accise mobili: i maggiori proventi IVA dello Stato derivanti dall’aumento dei prezzi dei carburanti verranno interamente destinati a ridurre l’accisa sul gasolio, mantenendo invariato il gettito fiscale complessivo.
Cosa fare adesso
Se hai un’auto con potenza fino a 80 kW, nel 2027 potresti non dover pagare il bollo. Il condizionale è d’obbligo perché mancano ancora i decreti attuativi, ma la direzione è chiara. Nel frattempo, conviene controllare i kW indicati sul libretto di circolazione per capire se il tuo veicolo rientra nell’agevolazione.
E se nel 2027 non pagherai il bollo, quei soldi puoi investirli dove contano davvero: pneumatici sicuri, battistrada adeguato, pressioni corrette. Sul nostro sito trovi la selezione completa per ogni misura e ogni budget — perché la sicurezza non va mai in esenzione.












