Pneumatici Tubeless: le caratteristiche delle gomme senza camera d’aria
Pubblicato il: 9 Maggio 2016
Gli pneumatici senza camera d’aria sono chiamati pneumatici tubeless e l’idea che c’è alla base è piuttosto semplice perché, invece di avere una struttura esterna e una camera d’aria interna che trattiene l’aria, questo tipo di gomma è dotata solo di una struttura esterna.
Questo comporta che la struttura esterna ha bisogno di essere rinforzata, infatti, non è più una semplice copertura in gomma ma viene anche arricchita da delle trame in acciaio (o altri materiali). Ma soprattutto l’aderenza con il cerchio deve essere massima, perché è proprio quello il punto più delicato da cui l’aria tende ad uscire.
La diffusione degli pneumatici senza camera d’aria
Tutte le auto, dalla seconda metà degli anni ’50, hanno iniziato ad utilizzare questo tipo particolare di gomme perché comporta una serie di vantaggi (più tardi vedremo quali) e, ad oggi, anche i mezzi a 2 ruote motorizzati usano questa tecnologia. L’unico mezzo che usa ancora gli pneumatici con camere d’aria è la bicicletta, anche se in alcuni casi vengono preferiti comunque gli pneumatici tubeless.
Generalmente l’invenzione di questo tipo di pneumatici viene attribuita alla Michelin quando, nel 1930, ha depositato il primo brevetto di quella che può essere considerata, come la gomma che ha lanciato lo sviluppo degli pneumatici tubeless.
Come sono costruiti gli pneumatici tubeless?
Gli elementi che costituiscono una gomma di questo tipo sono svariati, ma possiamo considera il battistrada e la carcassa come principali. Per quanto riguarda il battistrada è semplice definirlo perché si tratta della parte in vista e che si trova a diretto contatto con l’asfalto. Per intenderci il battistrada è quella parte dello pneumatico che presenta le scanalature studiate per disperdere l’acqua presente sul terreno.
La carcassa è invece la parte più resistente della gomma e che resiste alla pressione dell’aria all’interno. Se venisse usato solo il battistrada lo pneumatico potrebbe esplodere o deformarsi, invece grazie ad un intreccio di fili di nylon riesce a supportare le varie forze interne ma anche esterne.
Quali sono i vantaggi e gli svantaggi?
Sicuramente fra i vantaggi più importanti c’è la sicurezza maggiore in caso di forature, perché trattiene l’oggetto estraneo e limita molto l’uscita dell’aria, quindi, si sgonfia più lentamente. Ad ogni modo gli pneumatici senza camera d’aria hanno un minor attrito di rotolamento e questo comporta un consumo minore della gomma.
Dall’altra parte gli pneumatici tubeless, se troppo consumati, corrono il rischio di esplodere. Per questo motivo è sempre bene controllare che non ci siano crepe o danni e, soprattutto, è consigliabile sostituire gli pneumatici quando il battistrada risulta consumato. Nel nostro catalogo potete trovare tantissimi modelli di pneumatici di ogni misura.
L’evoluzione degli pneumatici tubeless
Come spesso succede, questa innovazione ha spinto l’evoluzione delle gomme ancora oltre. Infatti, dagli pneumatici senza camera d’aria sono nati 2 nuovi tipi di gomma: gli pneumatici runflat e gli pneumatici antiforatura.
Per quanto riguarda il primo modello (runflat), sono un particolare modello di pneumatico che permette di guidare anche in presenza di una foratura. Ad ogni modo ne abbiamo parlato in un recente articolo che trovate qui se volete approfondire l’argomento.
Per quanto riguarda invece le gomme antiforatura possiamo dire che sono dotati di un particolare strato che, in caso di foratura, trattiene l’oggetto estraneo e crea una specie di tappo che permette di procedere anche per alcuni chilometri.












