Il difficile mondo degli pneumatici in Formula 1, facciamo chiarezza

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Pubblicato il: 19 Settembre 2016

Nella Formula 1 recente gli pneumatici sono diventati estremamente importanti e spesso decidono le sorti di una gara. Non stiamo parlando solo di casi estremi come la gomma esplosa di Sebastian Vettel nel Gran Premio del Belgio nel 2015, ma soprattutto dal punto di vista strategico.

Infatti, da quando Pirelli è diventato il fornitore esclusivo dell’intero Circus la situazione sugli pneumatici si è complicata notevolmente, e in particolare nella stagione 2016. Da quest’anno infatti i team hanno a disposizione per ogni gara 3 tipologie degli pneumatici da asciutto (non più 2) oltre a due mescole da bagnato.

Questi 3 tipi di pneumatici vengono scelti direttamente dal fornitore (sulla base di alcune analisi che forniscono dati sulla gara) su una gamma totale di 5 mescole diverse (solo per asciutto) e, ogni pilota, è costretto a montarne 2 differenti. Insomma, potete immaginare che per chi non segue molto il mondo della Formula 1 tutta questa complessità rischia di offuscare lo spettacolo. Proprio per questo motivo abbiamo deciso di fare un po’ di chiarezza.

Le mescole da asciutto

Tutto ruota attorno alle 5 tipologie di gomme (parliamo di quelle da asciutto) che Pirelli mette a disposizione e, che potete distinguere facilmente dal colore delle bande poste sui lati. Ognuna di queste ha le sue caratteristiche ed è studiata per offrire il massimo grip oppure per massimizzare la durata.

La mescola più morbida in assoluto e che è stata introdotta da quest’anno è la gomma Ultrasoft (riconoscibile dalla banda viola). Si tratta di uno pneumatico progettato appositamente per arrivare velocemente in temperatura, avere un grip eccellente per alcuni giri e degradarsi altrettanto velocemente.

Le gomme Supersoft (si riconoscono per la banda laterale rossa), che fino all’anno scorso erano gli pneumatici più performanti, hanno prestazioni sempre eccellenti, si riscaldano in fretta, si consumano piuttosto velocemente e permettono veloci giri da qualifica. Naturalmente hanno una durata maggiore rispetto alle Ultrasoft.

Spostandoci verso le gomme più dure troviamo gli pneumatici Soft che sfoggiano una banda laterale gialla. Si tratta dello pneumatico “intermedio” (Pirelli produce 2 pneumatici più morbidi e 2 più duri) e costituisce un ottimo compromesso perché riesce a garantire buone prestazioni sul giro e, allo stesso tempo, questa gomma ha un’usura minore rispetto alle Supersoft e le Ultrasoft. Infatti, possono sopportare anche il degrado dei primi giri in cui le monoposto sono più pesanti.

Le gomme Medium (con una banda laterale bianca), a dispetto del nome, sono piuttosto dure come mescola. Infatti, anche se dovrebbero essere teoricamente il miglior compromesso, è la seconda tipologia più resistente all’usura in assoluto. Per questo motivo Pirelli sceglie di usarle solo in piste con grandi velocità, alti carichi aerodinamici e alte temperature come ad esempio è successo quest’anno a Monza dove la Ferrari ha conquistato il podio.

Le Hard sono le gomme più dure che Pirelli produce per la Formula 1, sono riconoscibili dalla banda laterale arancione e, come si può intuire dal nome, sono state pensate per tutte quelle piste in cui i carichi aerodinamici sono molto elevati, si guida lungo molti curvoni veloci e l’asfalto è molto abrasivo.

Le mescole da bagnato

Infine, la gamma degli pneumatici prevede anche 2 tipologie studiate per le gare bagnate. In particolare le intermedie (con banda laterale verde) sono gomme piuttosto versatili perché alla massima velocità riescono ad espellere 25 litri al secondo e vengono usate soprattutto quando la pista è leggermente bagnata o si sta asciugando.

Le Full Wet (riconoscibili dalla banda blu) sono invece degli pneumatici studiati appositamente per gare dove l’acqua avvolge tutta la pista. Per riuscire a correre in condizioni cosi estreme la Pirelli ha fatto in modo che riescano ad espellere 65 litri al secondo di acqua.