Multe, cosa succede quando si presta l’auto?
Pubblicato il: 28 Marzo 2017
Bisogna distinguere tra trasgressore e responsabile in solido, ma è possibile che entrambi debbano contribure al pagamento della multa.
Quando si parla di multe stradali la legge può punire sia il trasgressore alla guida dell’auto, sia il responsabile in solido, ovvero il proprietario della macchina. Questo significa che anche se si presta l’auto, e si incorre in una multa per colpa non propria, al proprietario può essere chiesto di contribuire al pagamento della multa.
Se si viola il Codice della Strada l’amministratore non ha nessun obbligo nei confronti dell’uno o dell’altro, o meglio egli può agire sia nei confronti del trasgressore, sia del responsabile in solido, oppure su entrambi. L’amministratore può notificare la sanzione al trasgressore (chi guidava l’auto), e al responsabile in solido (il proprietario dell’auto). Se poi la multa non viene pagata è possibile effettuare il pignoramento o il fermo dell’auto sia nei confronti del trasgressore, sia nei confronti del proprietario. Se ad esempio un padre, che possiede l’auto, la presta al figlio e quest’ultimo prende una multa, questa viene recapitata prima al padre, che poi può indicare alla polizia, entro 60 giorni, se vi era qualcun altro alla guida dell’auto, in tal caso il figlio. Se però il figlio non paga la multa toccherà al padre saldare il debito.
Vi sono casi in cui il responsabile in solido non è l’effettivo proprietario, ma l’usufruttuario dell’auto, oppure colui che ha acquistato l’auto con patto di riservato dominio (colui che paga le rate), o la persona che possiede l’auto in leasing.
Quando la violazione del Codice della Strada è effettuata da un minorenne la responsabilità ricade sui genitori, che hanno l’obbligo di sorveglianza del figlio. Inoltre quando il contraente delle multe muore, le sue sanzioni non vengono ereditate dai suoi successori, in altre parole gli eredi possono richiedere lo sgravio delle sanzioni del parente defunto.












