Viaggi in autostrada: come funziona il tutor?
Pubblicato il: 5 Agosto 2016
La maggior parte degli automobilisti, almeno una volta nella vita, ha sentito parlare dei tutor dell’autostrada. Pochi di essi però ne conoscono il funzionamento e la loro effettiva utilità. Il loro nome ufficiale è Sistema Informativo per il controllo della velocità (SICVE).
Si tratta di un dispositivo che rileva la velocità media dei veicoli che transitano su una determinata tratta dell’autostrada, di una lunghezza variabile. Esso è gestito dalla Polizia stradale, che ha il compito sia di attivarlo sia di accertare le infrazioni del Codice della strada. Rispetto ai classici autovelox, questo dispositivo ha due vantaggi:
1) Consente di determinare la velocità del veicolo in un determinato istante
2) Rileva la velocità del mezzo attraverso due porte di rilevamento.
Il SICVE ha fatto la sua prima comparsa, sulle autostrade italiane, a partire dal 2005. Da allora ha avuto degli effetti positivi sulla sicurezza stradale, influenzando il comportamento di guida degli automobilisti. Nel giro di un anno dalla loro attivazione è stato rilevato un caldo del 50% degli incidenti mortali nei tratti stradali dove è stato installato un tutor. Si tratta di un dato importante ma come è stato possibile raggiungerlo?
Il funzionamento del tutor
L’aumento della sicurezza stradale è legato certamente ad un meccanismo di controllo della velocità di guida. Il tutor, infatti, è un sistema di prevenzione degli incidenti che è posizionato su determinate tratte autostradali, indicate in un’apposita mappa presente sul sito di Autostrade per l’Italia. Inoltre, sono disponibili anche delle app dedicate, che forniscono la posizione esatta dei tutor. Anche i navigatori satellitari offrono queste informazioni ma in ogni caso è necessario moderare la velocità perché, a differenza degli autovelox, l’andatura viene rilevata su un tratto più lungo attraverso due portali, che sono collegati a dei sensori situati sotto l’asfalto. Questi entrano in azione nel momento in cui passa il mezzo attivando la telecamera che, a sua volta, registra: targa, data e ora del passaggio.
Al termine della tratta, il sensore del portale d’uscita effettua la stessa procedure ed un sistema centralizzato, poi, determina la velocità media dei valori raccolti dalla porta d’entrata e da quella di uscita. Esso tiene conto dei limiti di velocità previsti per la tipologia di veicolo che è transitato. Il sistema del tutor, dunque, consente di monitorare la velocità di percorrenza e risulta ben più complesso rispetto agli autovelox. In caso di violazione, il sistema fa riferimento alla banca data della Motorizzazione Civile per individuare l’intestatario del mezzo. La Polizia Stradale, poi, si occupa di accertare la violazione ed in caso positivo il sistema provvede ad avviare la procedura di notifica della trasgressione. In caso negativo, invece, i dati raccolti vengono cancellati automaticamente.
Come contestare la multa di un tutor dell’autostrada?
In caso di sanzione, a differenze delle classiche multe, è più difficile contestarla. Se la violazione è “prolungata” cioè è stata rilevata da più porte di uscita, il titolare del veicolo deve presentare ricorso a tutti gli uffici competenti del Giudice di pace. Ciò si traduce in un ricorso molto costoso, in termini di tempi e di importo. Dall’altro lato è anche vero che il sistema del tutor però viene accettato maggiormente dagli automobilisti perché si basa su un concetto diverso rispetto all’autovelox. In parole semplici, ai fini del controllo non è importante se si supera la velocità consentita in un punto della strada, magari a causa di un sorpasso, ma il valore medio su una determinata tratta.
Quanti punti si rischiano?
Nel momento in cui la Polizia Stradale accerta l’infrazione, viene emessa una sanzione che prevede non solo il pagamento di un importo predeterminato ma anche la sottrazione di un numero definito di punti della patente. La sanzione è stabilità su base progressiva. In altri termini, la multa cresce in base all’entità della trasgressione rispetto al valore limite. Nello specifico, è previsto:
- Il pagamento di un importo dai 39 ai 159 euro per chi supera di 10 chilometri orari il limite di velocità.
- Il pagamento di un importo da 159 a 639 euro per chi super il limite di una velocità compresa fra i 10 ed i 40 chilometri orari, oltre alla sottrazione di 3 punti sulla patente
- Il pagamento di una multa dai 500 ai 2000 euro e la perdita di 6 punti se il limite di velocità è stato superato di oltre 40 chilometri orari. Inoltre, è prevista anche la sospensione della patente da 1 a 3 mesi
- Il pagamento di un importo da 779 euro a 3119 euro e la sottrazione di 10 punti dalla patente se la velocità rilevata è di oltre 60 chilometri orari rispetto al limite imposto. Inoltre, in questo caso la sospensione della patente va da 6 a 12 mesi.
Infine, tali sanzioni sono maggiorate nel caso in cui la trasgressione venga compiuta da un neopatentato oppure da un conducente professionale.












