Pagani Huayra: la scelta delle gomme si riduce a Pirelli e Michelin
Pubblicato il: 20 Luglio 2016
Sono poche le auto che possono fregiarsi del titolo di hypercar ma, anche all’interno di questa categoria ci sono auto che hanno lasciato il segno come è successo ad esempio con la Pagani Huayra. Progettata per sostituire la Zonda (della quale potrete trovare un approfondimento qui) dopo 11 anni di onorata carriera, questo bolide ha debuttato nel 2011 ed è il secondo modello della piccola casa italiana.
La concorrenza stava diventando spietata ed era necessaria un’innovazione importante, per continuare ad avere un ruolo di primo piano all’interno di questo mercato esclusivo. Il risultato è stato qualcosa di impressionante: un’auto ispirata all’elemento dell’aria che deve il suo nome al dio del vento delle Ande.
Le caratteristiche della Pagani Huayra
Quello che noi vediamo è il risultato di anni e anni di duro lavoro. Per dare idea dell’impegno richiesto agli ingegneri basta dire che per ottenere un design cosi estremo, ma comunque gradevole e in grado di garantire prestazioni agli ottimi livelli, hanno lavorato senza sosta per ben 5 anni.
Fra gli elementi che risaltano di più ci sono comunque le portiere che hanno la tipica apertura ad ali di gabbiano e il peso. Infatti, grazie all’uso di materiali innovativi gli ingegneri sono riusciti a creare un bolide da circa 1350 Kg (per alcuni modelli il peso è anche inferiore).
In particolare la carrozzeria è stata costruita completamente in fibra di carbonio, materiale usato anche per il telaio che è stato rafforzato da fili in titanio. Allo stesso tempo le sospensioni sono state costruite in alluminio e magnesio cosi da poter ridurre al minimo il peso della Pagani Huayara e, dotata di componenti estremamente resistenti.
Ad ogni modo se all’esterno troviamo componenti estremamente tecnologici, gli interni non sono da meno dove i materiali pregiati e la cura maniacale creano un abitacolo che già da solo è in grado di emozionare. Inoltre, la sicurezza non manca perché oltre ai tanti aiuti di guida il kevlar balistico che protegge l’abitacolo aumenta la sicurezza anche in caso di impatti.
Come si guida?
Solo quando si accende il motore si può iniziare a scoprire davvero la natura di quest’auto, sia perché il V12 biturbo da 6.000cc in grado di sviluppare 730 CV (alcuni modelli speciali raggiungono gli 800 CV) sia per gli altri componenti che hanno un ruolo importante nell’esperienza di guida.
In particolare l’aerodinamica è stata portata ai massimi livelli sia per il lavoro maniacale sulla carrozzeria, sia per i 2 alettoni controllati elettronicamente che mantengono l’assetto sempre al top. Con queste premesse le prestazioni non possono che essere strabilianti.
Il rapporto peso/potenza di 1,5 Kg/CV permette infatti alla Pagani Huayra di superare i 350 Km/h senza problemi e di raggiungere i 100 Km/h in appena 3 secondi. Certo, il prezzo di oltre 2 milioni di Euro è proibitivo ma esiste davvero un limite per un’opera d’arte.
Se poi tutto questo non è sufficiente per voi, allora forse uno dei modelli speciali che Pagani ha creato per rendere ancora più esclusiva quest’auto potrebbero sorprendevi. Due perfetti esempi di come la casa italiana è riuscita a superarsi sono le Huayra Progect e Huayra Diablo (ne abbiamo parlato in questa pagina).
Quali pneumatici monta?
Prestazioni cosi elevate come quelle della Pagani Huayra hanno bisogno di pneumatici più che perfetti, ed è per questo che gli ingegneri hanno scelto di montare sull’asse posteriore due gomme con misure da 255/35R19, mentre sulle ruote posteriori hanno scelto pneumatici da 335/30R20.
Si tratta di misure che sul nostro sito potete acquistare anche a partire da 53 € ma, considerando che stiamo parlando di una Hypercar, abbiamo selezionato solo il meglio disponibile sul mercato come possono essere gli pneumatici Pirelli P Zero.
Sono gli stessi pneumatici con cui la Pagani Hyuaira esce dalla fabbrica e che hanno permesso alla Zonda di battere il record sul circuito del Nürburgring. Se però volete un’alternativa al marchio italiano potete montare le Michelin Pilot Super Sport riescono a tenere testa alle stesse gomme usate in Formula 1.
Per quanto riguarda gli pneumatici invernali invece l’azienda milanese è praticamente incontrastata, visto che le Pirelli W 270 Sottozero S2 hanno prestazioni quasi irraggiungibili con queste misure. Sono infatti delle gomme studiate per garantire ottimi tempi di reazione con temperature sotto i 7° C anche per le supersportive che superano i 270 Km/h.













