Gomme auto: Pirelli P Zero su pista

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Pubblicato il: 11 Maggio 2016

I test degli Pirelli P Zero sui modelli sportivi. Come nasce la collaborazione tra casa automobilistica e Pirelli per gli pneumatici delle supercar.

Quando si guida una supercar la scelta degli pneumatici è molto importante. Se la si guida su pista poi, sbagliare treno di gomme potrebbe significare importanti perdite in termini di prestazioni e piacere di guida. Gli Pirelli P Zero sono un prodotto che non teme confronti, top di gamma del produttore italiano studiato appositamente per massimizzare le prestazioni di ogni auto.

Per tale ragione gli Pirelli P Zero sono stati declinati in numerose varianti, ognuna con alcune piccole particolarità per offrire la perfetta “calzatura” ai modelli ad elevata cilindrata.

Nel video di Omniauto che potete vedere qui sotto vengono testate diverse supercar con pneumatici Pirelli P Zero, come la Pagani Huayra BC, un bolide da 800 cavalli e un peso complessivo di appena 1.200 kg. Per migliorarne le prestazioni gli ingegneri Pirelli si sono concentrati di più sulla sicurezza e sulla bassa rumorosità in modo da migliorare il comfort. Non si deve infatti pensare ad un’auto destinata a viaggiare solo su pista ma bisogna assecondare anche le esigenze di chi la utilizza su strada, ecco perché il comfort è uno dei punti di snodo nelle strategie di sviluppo degli pneumatici.

Gli Pirelli P Zero per la Ferrari 488 GTB, ad esempio, hanno una zona laterale della spalla piena, che li fa assomigliare ad una semi-slick, inoltre la zona del tallone è stata rinforzata con nuovi materiali e geometrie per migliorare le prestazioni generali.

La prova su pista della Lamborghini Huracan ha sottolineato come la gomma posteriore si trovi a lavorare di più per mantenere sull’asfalto i 610 cavalli sprigionati dal V10 5.2. Non è semplice gestire la distribuzione dei pesi, l’erogazione della potenza e le velocità che queste auto riescono a mettere su strada, per questo il lavoro degli ingegneri e degli artigiani Pirelli è fondamentale per raggiungere la perfezione.

Per sviluppare uno pneumatico “ad hoc” c’è bisogno di circa 3 anni da quando le case automobilistiche condividono i modelli matematici, successivamente viene svolto un lavoro manuale con la sgorbia per rifinire il disegno “base” del battistrada.

Gli Pirelli P Zero per le berline sportive e di lusso inoltre presentano un disegno diverso, una differente sequenze di tasselli, una geometria del battistrada cambiata rispetto a quella delle supercar, diverse percentuali di silice e differenti livelli di rumorosità.

Come dichiara Andrea Vergani, responsabile Tyre Testing Pirelli: “dalla sgorbiatura nasce il prototipo del nuovo prodotto con il quale si possono eseguire tutti i test di sviluppo che, combinandosi poi con la parte di prototipizzazione virtuale, ci permette di arrivare ai target che le case automobilistiche ci forniscono. E nel frattempo si inizia tutta la fase di studio sui materiali, per cui con il mix di tutte queste attività in parallelo si arriva a definire il prodotto nello specifico per ogni casa automobilistica. Il rapporto tra i collaudatori [Pirelli] e i collaudatori delle case automobilistiche è fondamentale per la buona riuscita del progetto. Devono avere lo stesso feeling[…]. La relazione umana, quando si è stabilita e funziona, è un valore che permette di migliorare il nostro prodotto verso la casa automobilistica”.

Nel tempo molte case automobilistiche hanno sviluppato partnership con alcuni produttori di pneumatici, per tale ragione si trovano gomme con le varie omologazioni, J per Jaguar, AR per Alfa Romeo, MO per Mercedes, AO per Audi, N0 per Porsche, una stella per Bmw e così via.

 


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