Addio Forature: iniziata la vendita delle Gomme Senza Aria. Ma Puoi Metterle Sulla Tua Auto?
Pubblicato il: 17 Luglio 2026
Diciotto anni di ricerca, un brevetto rivoluzionario e il primo utilizzo commerciale al Mondo. Bridgestone ha fatto il grande passo con il suo pneumatico AirFree — ma la strada per le nostre auto è ancora lunga.
Cosa è successo: il primo lancio commerciale al mondo
Immagina uno pneumatico che non può gonfiarsi, e quindi non può sgonfiarsi. Niente chiodo che ti buca la gomma in autostrada, niente controllo della pressione da fare ogni mese, niente ruota di scorta nel bagagliaio. È quello che Bridgestone ha portato in strada per la prima volta in assoluto a Higashiomi, in Giappone, montando i propri pneumatici AirFree su una piccola flotta di veicoli elettrici autonomi adibiti al trasporto di anziani.
Non è un esperimento da laboratorio: è il primo utilizzo continuativo e commerciale di questa tecnologia al di fuori di una pista di test. Un traguardo che il colosso giapponese inseguiva dal 2008, quando mosse i primi passi su quello che avrebbe potuto essere il futuro della mobilità.
Non è una novità assoluta, perché già Michelin e Hankook avevano creato qualcosa di simile, così come una idea adiacente sono i tubless, quelli senza camera d’aria, ma questi di Bridgestone sono ormai in commercio.
Come funziona: raggi in resina al posto dell’aria
Il principio è tanto semplice da spiegare quanto complesso da realizzare: al posto della camera d’aria, l’AirFree utilizza una struttura interna a raggi in resina termoplastica che si estende tra il mozzo e il battistrada. Sono questi raggi a reggere il peso del veicolo, a distribuire le forze in curva e ad assorbire le irregolarità del fondo stradale. La resina utilizzata nella terza generazione del progetto, presentata nel 2023, è più flessibile rispetto alle versioni precedenti, migliorando comfort e durata.
I vantaggi teorici sono notevoli:
- Foratura impossibile per definizione strutturale
- Nessuna manutenzione della pressione
- Addio alla ruota di scorta (meno peso, più spazio)
- Materiali riciclabili al 100%
- Personalizzazione grafica sui fianchi (disegni su ordinazione)
Il limite che (per ora) cambia tutto: 20 km/h
C’è però un dato che ridimensiona l’entusiasmo: durante le prove con la stampa, i veicoli equipaggiati con gli AirFree non hanno mai superato i 20 km/h. Una velocità sufficiente per muoversi su percorsi urbani predefiniti, ma incompatibile con qualsiasi utilizzo su una normale automobile da strada.
Bridgestone non ha chiarito se questo tetto dipenda dai veicoli scelti per la sperimentazione o dai limiti attuali degli pneumatici stessi. Quel che è certo è che prima di pensare a un AirFree sul tuo SUV, gli ingegneri dovranno risolvere sfide importanti: dissipazione del calore ad alta velocità, rumorosità su asfalto, comportamento dinamico in frenata e curva. Non dettagli secondari.
Bridgestone non è sola: Michelin e la corsa all’airless
La corsa allo pneumatico senza aria non la sta correndo solo Bridgestone. Michelin lavora dal 2019 al progetto Uptis, sviluppato in collaborazione con General Motors. Il debutto commerciale su autovetture era previsto tra il 2025 e il 2027, ma al momento non ci sono ancora date confermate. Nel frattempo, il costruttore francese ha già commercializzato il proprio pneumatico airless Tweel per applicazioni a bassa velocità: golf cart, rasaerba industriali, macchine da cantiere.
Curiosità: Bridgestone sta sviluppando una variante della tecnologia AirFree pensata per i veicoli di esplorazione lunare. In assenza di atmosfera, le gomme tradizionali gonfiate non reggerebbero. I raggi in metallo ispirati all’AirFree, invece, sì.
E le nostre auto? Cosa cambia (oggi) per chi guida
La risposta onesta è: per ora, nulla. Lo pneumatico senza aria è una tecnologia reale e promettente, ma il salto dagli attuali 20 km/h alle velocità autostradali richiederà anni di sviluppo. Non è una questione di marketing, è una questione di fisica.
Nel frattempo, la tecnologia migliore disponibile oggi resta quella degli pneumatici tradizionali di qualità: battistrada progettati per durare, mescole studiate per ogni stagione, e una pressione corretta che fa la differenza in termini di sicurezza, consumi e usura. Aspetti che si gestiscono in modo semplice, soprattutto se si scelgono le gomme giuste fin dall’inizio.
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