TPMS sensori di pressione degli pneumatici, tutto quello che dovete sapere
Pubblicato il: 13 Maggio 2016
La notizia è recente e riguarda gli pneumatici usati nella MotoGP: tutte le moto usate da Valentino Rossi e dagli altri piloti dovranno essere provviste, di sensori per la pressione degli pneumatici. Questa misura dovrà essere messa in pratica dal Gran Premio del Mugello, ed è stata decisa dopo gli incidenti che si sono verificati in questo inizio di campionato, in particolare dopo l’esplosione dello pneumatico avvenuto sulla moto di Baz ad oltre 250 Km/h. Per il traffico stradale questa innovazione è già presente, come vedremo.
Una dotazione già prevista per la strada
In ogni caso, almeno questa volta, le auto stradali che guidiamo tutti i giorni sono arrivate prima dei prototipi sportivi. Infatti, tutte le auto da strada immatricolate dal 1° novembre 2014 devono essere obbligatoriamente dotate dei sensori TPMS, che servono a monitorare la pressione degli pneumatici. Visto che l’argomento è tornato di attualità, cerchiamo di conoscere meglio questi dispositivi e come possono impattare nella nostra vita.
Innanzitutto bisogna dire che tutte le nuove auto per circolare in Europa devono essere dotate di questo dispositivo ma, negli Stati Uniti il TPMS è obbligatorio da anni e molte case produttrici lo propongono addirittura dagli anni ’80.
La dimensione è molto simile a quella di una moneta da 50 centesimi di Euro e, sembra un dispositivo quasi insignificante se non fosse che, per installarlo all’interno dello pneumatico (di solito in prossimità della valvola), si deve affrontare una spesa spesso di centinaia di euro.
Ad ogni modo questo non deve preoccupare gli automobilisti perché, la sua installazione non è obbligatoria sulle auto che circolano da tempo su strada. Solo le auto di nuova immatricolazione sono tenute ad adeguarsi e, in ogni caso, questa spesa non sarà a carico degli automobilisti, piuttosto saranno le case produttrici a doverla affrontare.
Era davvero necessaria una misura del genere?
Nonostante la spesa, i sensori TPMS possono essere una soluzione molto efficace per contrastare un pericoloso comportamento sempre più diffuso da parte degli automobilisti italiani. Infatti, gli pneumatici sono un dettaglio a cui si fa sempre più attenzione, ma non come sistema di sicurezza bensì per la larghezza e le sue dimensioni che influiscono a livello estetico.
Potete capire bene che anche se una gomma può impattare sull’aspetto esteriore dell’intera auto, questo non è il suo ruolo principale perché, essendo l’unico punto di contatto con l’asfalto, deve poter garantire una buona aderenza, soprattutto in curva e durante le frenate più impegnative.
Questo le case automobilistiche lo hanno capito da molto tempo, infatti Mercedes avverte i suoi clienti dagli anni ’20 offrendo specifiche tecniche sulla misura ottimale dei vari pneumatici. Al giorno d’oggi praticamente tutte le case produttrici sono d’accordo sul ritenere che è fondamentale controllare regolarmente la pressione delle gomme.
Nello specifico andrebbe controllata almeno una volta al mese e, in casi particolari, addirittura una volta a settimana. Eppure, nonostante questi avvertimenti, i danni agli pneumatici sono il 3° motivo che spinge gli automobilisti a chiedere assistenza, e non sorprende nemmeno che il 75 % delle forature sono causate da una lenta perdita di pressione.
Insomma, per non dilungarci oltre, è evidente che se il 75 % degli automobilisti non fa manutenzione alle gomme della propria auto bisogna trovare soluzioni alternative; i sensori TPMS possono essere un valido metodo per contrastare questo pericoloso fenomeno.
I 2 tipi di sensori presenti sul mercato
Abbiamo detto che questo genere di sensori servono per monitorare la pressione degli pneumatici, ma in realtà ne esistono 2 tipologie: il TPMS indiretto e il TPMS diretto. Nel primo caso, quello diretto, si tratta di un sensore più economico che controlla la pressione dello pneumatico in base ai dati di rotolamento che arrivano dai vasi controlli elettronici, come ad esempio l’ABS e l’ESP.
Per spiegare in parole povere il suo funzionamento possiamo dire che più una ruota è sgonfia più ruota velocemente e, attraverso i controlli elettronici il TPMS indiretto riesce a rilevare la mancanza di pressione fino a segnalarla al guidatore.
Nel secondo caso invece (TPMS diretto) si tratta di un sensore per gli pneumatici più preciso e, che viene installato all’interno di ogni gomma. Questo sensore monitora in tempo reale la pressione che, spesso, può essere visualizzata all’interno dell’auto. Ad ogni modo, se volete approfondire la normativa e il funzionamento dei sensori TIPMS potete leggere questo articolo che abbiamo scritto tempo fa sull’argomento.
Quali sono i vantaggi per gli automobilisti Italiani?
Avere costantemente sotto controllo la pressione degli pneumatici permette di guidare con un’auto sempre al top della forma, almeno per quanto riguarda le gomme che sono un componente fondamentale per la sicurezza.
Possiamo quindi dire che l’obbligo di avere dei sensori TPMS permette di avere più tranquillità, da una parte perché non è più necessario controllare molto frequentemente la pressione degli pneumatici, dall’altra perché la sicurezza e la stabilità di marcia sono sempre al massimo della forma.
Prima era presente il rischio di avere un’auto con degli pneumatici sgonfi o troppo gonfi e, in tutti e due i casi la situazione era tutt’altro che ottimale. Infatti, la superficie di contatto è ridotta rispetto ad una pressione ottimale, il consumo dello pneumatico avviene in maniera irregolare e aumenta la resistenza con un conseguente aumento di carburante.
Avere quindi uno pneumatico in ottima forma è quindi un vantaggio non solo per il guidatore attento alla guida, ma anche per chi fa attenzione al proprio portafoglio. Infatti, è inutile acquistare una gomma economica se poi viene trascurata, in quel caso è normale compromettere e la durata con un aumento inevitabile della spesa.












