Formula 3, Sophia Floersch torna in piedi dopo il tragico incidente

Pubblicato il: 27 Novembre 2018

Sophia Floersch in piedi dopo il bruttissimo incidente di Macao: grazie all’operazione, tempi di recupero lampo per la 17enne che ha mosso anche i primi passi

Buone notizie per Sophia Floersch, ossia driver della Van Amersfoort Racing. La pilota è stata protagonista di un violento incidente avvenuto sul terribile circuito di Macao. Durante il round di Formula 3 la pilota ha effettuato un volo che l’ha portata oltre le barriere. Brutta frattura alla settima vertebra cervicale, con la giovane 17enne che si è sottoposta ad un’operazione durata oltre 7 ore. Intervento riuscito con successo e danni al midollo spinale esclusi per la Floersch.

Con la sua forte fibra da atleta la 17enne, pare aver bruciato i tempi di recupero. Dopo una sola settimana di distanza dallo spaventoso botto, ha già mosso dei piccoli passi in piedi. Situazione che ha rassicuranto l’equipe medica che la sta seguendo nel decorso operatorio. Secondo alcune voci diffue da Motorsport.com, si starebbe programmando un volo di ritorno in Germania. Spostamento possibile solo a determinate condizioni.

Sophia Floersch in piedi, Whiting parla dell’incidente della giovane pilota

Siamo stato fortunati perché il bilancio dell’incidente avrebbe potuto essere ben diverso. Dobbiamo investigare sull’accaduto con attenzione e speriamo di far luce sulla dinamica che è stato innescato dal tamponamento di Sophia con un’altra monoposto. Un urto che ha portato alla perdita di due ruote della sua vettura, il successivo testacoda e la perdita del controllo della monoposto“, ha dichiarato il delegato FIA Charlie Whiting.

“Analizzeremo tutti i dati, non solo le immagini televisive, prima di entrare nei particolari dell’accaduto. L’ideale sarebbe poter ricreare la dinamica con l’uso di un manichino, e fare tesoro dei dati che emergeranno. Non sarà necessario intervenire sulla struttura, ma in alcuni punti potrebbe diventare necessario fare delle modifiche alle barriere di protezione“, ha quindi precisato l’inglese negando qualunque colpa del circuito.


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