Alfa Romeo Giulietta, arriva un rendering della parte posteriore della vettura
Pubblicato il: 23 Luglio 2019
Rendering Alfa Romeo Giulietta, che è stato caricato sul web dal giovane designer LP Design che ha immaginato la parte posteriore della vettura della Casa di Arese.
Rendering Alfa Romeo Giulietta, l’idea di LP Design
Dopo averci mostrato due diversi render relativi all’anteriore della vettura, prima dal tre quarti e poi dalla prospettiva frontale, il giovane creativo LP Design ha rilasciato una terza immagine della sua personale interpretazione stilistica della nuova Alfa Romeo Giulietta Quadrifoglio Verde.
Questa volta i riflettori sono puntati sulla coda dell’auto, con il render che ci mostra, di tre quarti, il posteriore dell’ipotetica nuova variante sportiva della compatta del marchio di Arese. L’Alfa Romeo Giulietta qui immaginata, che aveva riscontrato tanti apprezzamenti dagli appassionati per quanto riguarda la configurazione estetica del grintoso frontale.
Rendering Alfa Romeo Giulietta, nuovo tetto e portellone
Il rendering mostra la parte posteriore della vettura che mantiene il passo dell’audacia stilistica del muso. Infatti la parte anteriore che mostra delle interessanti novità circa il design, si lega alla coda di questa Giulietta. La coda appare legata ad una linea molto più convenzionale e tradizionalista. Sulla parte finale del tetto si nota la presenza della pinna di squalo. Sotto questa è presente un massiccio spoiler integrato al tetto che copre parte del lunotto moderatamente inclinato.
La conformazione dei gruppi ottici propone dei fanali dove sono presenti tre elementi luminosi distinti che si sviluppano in gran parte sul portellone. Proprio quest’ultimo anche qui tiene la stessa inclinazione del lunotto. I fanali dell’Alfa Romeo Giulietta Quadrifoglio LP Design sono indirizzate verso il centro, rimanendo ampiamente separati. Sono divisi dalla parte centrale del portellone sul quale spicca un piccolo spoiler. Nella sezione inferiore della coda notiamo invece il paraurti pronunciato, con una serie di nervature che rendono le superfici più dinamiche, sotto il quale ci sono i due terminali tondi, uno per lato, dell’impianto di scarico












