P Zero su 718, continua la collaborazione per gli pneumatici specifici tra Pirelli e Porsche

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Pubblicato il: 4 Novembre 2016

La collaborazione tra Pirelli e Porsche prosegue con la dotazione degli pneumatici P Zero sviluppati appositamente per la 718 e contrassegnati dalla sigla “N” (N1 in questo caso) a rimarcare la partnership tra la casa tedesca e il produttore di gomme. Si tratta di una richiesta di Porsche a Pirelli per evidenziare ai propri clienti che quel tipo di pneumatico specifico è stato approvato dalla casa madre e ritenuto come il più adatto per le auto del marchio di Stoccarda.

Gomme specifiche, una “moda” seguita anche da altri produttori

Una tradizione consolidata nel tempo, dove il numero scelto accanto alla lettera N indica la sequenza temporale con la quale i vari pneumatici vengono omologati per Porsche di volta in volta. “N0” è stato il primo, “N1” il secondo e via discorrendo. Non è soltanto una trovata pubblicitaria quella di Porsche, un modo per mettersi al di sopra della concorrenza, ma bensì una vera e propria collaborazione che riguarda lo sviluppo finale del prodotto per garantire le massime prestazioni e che quindi non può ottenere determinati risultati se non studiato e progettato “ad hoc” per le auto interessate. L’iniziativa del costruttore tedesco, col tempo, è stato “copiato” anche da altri grandi marchi come Audi (AO – Audi Original), BMW (contraddistinti da una stella), Mercedes (MO – Mercedes Original) fino ad arrivare alle “MC”, ovvero le gomme realizzate appositamente da Pirelli per McLaren. Altri marchi che hanno gomme specifiche sono Aston Martin, Bentley, Jaguar, Lamborghini, Lotus e Volkswagen.

Le tappe di sviluppo degli pneumatici specifici

Pirelli, dunque, si conferma ancora una volta come un casa super specializzata riguardo le forniture di pneumatici ad alte prestazioni per le supercar, un processo che parte, in alcuni casi, anche molto tempo prima rispetto alla commercializzazione di uno specifico modello tenendo conto delle richieste delle case automobilistiche, dagli aspetti di cui tener conto come sportività, comfort e/o resa nel tempo del prodotto. Un ruolo importante, chiaramente, è quello ricoperto dalla tecnologia, grazie a dei processi di sviluppo effettuati in modo “virtuale”  è in grado di stabilire eventuali prestazioni nella realtà dopo diverse scremature, prima di tener conto dei dati su pista, che, nella maggior parte dei casi (come appunto per la 718) confermano quanto di buono ci sia nello studio e nella progettazione specifica delle “scarpe” più adatte al modello di auto di riferimento.