Pneumatici fuori uso (PFU): come smaltirli nel rispetto dell’ambiente

Pubblicato il: 22 Aprile 2016

Gli pneumatici fuori uso sono un problema ambientale che va risolto. Ecco una guida sulle pratiche da seguire.

Vi siete mai chiesti cosa fare degli pneumatici che sostituite, i cosiddetti pneumatici fuori uso (PFU)? Si devono pagare per smaltirli? E a chi? Quando? Domande comuni che tutti ci siamo posti almeno una volta, soprattutto quando ci apprestiamo a comprarne di nuovi. Cerchiamo di svelare l’arcano e di chiarire la situazione degli pneumatici fuori uso.

Secondo il Decreto Legge 83 dell’11 aprile 2011 la tariffa degli PFU si adempie all’atto dell’acquisto sul nuovo. Il gommista montatore ha l’obbligo di ritirare l’usato del cliente che verrà recuperato e smaltito regolarmente da un consorzio. La supervisione del buon svolgimento della pratica spetta al Ministero dell’ambiente e della tutela del mare.

Lo smaltimento degli PFU è una tematica molto particolare che merita attenzione. Ogni anno infatti vengono prodotte 380mila tonnellate di gomme da smaltire. Si tratta di pneumatici che possono essere triturati per essere portati a nuova vita per essere utilizzati in piste di atletica, parchi gioco, oppure tratti di strada. Gli PFU, se mal gestiti, possono facilmente diventare un problema ambientale in quanto i materiali utilizzati per la costruzione delle gomme sono scarsamente biodegradabili, facilmente infiammabili e gli pneumatici sono oggetto di ristagno di acqua piovana, il perfetto habitat per insetti e larve. Inoltre l’abbandono degli PFU in luoghi non idonei provoca inquinamento e in caso di piogge torrenziali che gonfiano i torrenti si calcola che circa un milione di PFU vengono trasportati lungo i corsi d’acqua prima di finire in qualche luogo remoto con il rischio di essere ricettacolo per ogni tipo di insetto e una minaccia per la fauna selvatica. Gli PFU rischiano anche di rilasciare metalli pesanti nel terreno, intasare fiumi, provocare allagamenti.

Affidarsi ad un venditore o importatore che gestisce correttamente gli PFU è fondamentale. La fattura è uno degli elementi per riscontrare se il contributo è stato applicato, e da noi basta richiederla al momento dell’acquisto, in quanto l’e-commerce non è obbligato ad emettere tutte le fatture di tutte le vendite ma è comunque tenuto a redigere il registro dei corrispettivi, ovvero di tutti gli incassi giornalieri. Questa procedura non è sufficiente perché alcuni venditori/importatori di pneumatici, pur emettendovi la fattura con il contributo per lo smaltimento delle vecchie gomme, in realtà non gestiscono gli PFU e quindi incassano i soldi e basta.
Per essere certi che gli PFU siano gestiti correttamente seguite questi 3 consigli:
1) Richiedete la fattura al momento dell’acquisto se il venditore non la rilascia in automatico (nostro caso).
2) Verificate che il venditore, nel caso sia un importatore, sia iscritto ad un ente come Ecotyre, Greentyre, Ecopneus, etc. o qualsiasi altro ente che gestisca gli PFU. Per avere la certezza al 100% bisognerebbe chiamare l’ente e chiedere se il vostro rivenditore di pneumatici è iscritto o è socio.
3) Acquistate da noi e sarete certi di aver smaltito correttamente i vostri vecchi pneumatici. Con Euroimport avrete la certezza che il contributo che incassiamo sia interamente versato a chi di competenza per la corretta gestione delle vostre vecchie gomme.

 

foto da motorbox.com


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