Autostrada del Brennero, Toninelli: “Puntiamo a renderla 100% pubblica

Pubblicato il: 4 Febbraio 2019

Toninelli sull’Autostrada del Brennero è stato chiaro: il tratto autostradale dovrà essere pubblico al 100%. Si tratta di un leit motif che sembra tornare all’attacco ovvero avere delle autostrade in gestione totalmente pubblica.

Toninelli sull’Autostrada del Brennero

Dopo il crollo del ponte Morandi, l’Esecutivo ha puntato il dito contro Autostrade per l’ItaliaL’accusa è la carente manutenzione sulla propria rete ed è tornato a farlo ora a seguito dei forti disagi vissuti sulla A22 del Brennero in concomitanza delle nevicate dei giorni scorsi. “Auto e Tir sono rimasti bloccati ore nella neve a causa di numerosi mezzi non adeguatamente attrezzati per affrontare queste condizioni atmosferiche” ha dichiaratoCarlo Costa, direttore tecnico della A22.

I Tir, soprattutto, senza pneumatici invernali e senza catene sono scivolati e hanno bloccato la circolazione, creando difficoltà anche al passaggio dei mezzi di soccorso” conclude. Danilo Toninelli, ministro delle Instrastrutture e dei Trasporti, torna ancora sull’argomento, chiedendo formalmente chiarimenti alla Autostrada del Brennero S.p.A, società a controllo già pubblico.

Toninelli sull’Autostrada del Brennero

Molti mezzi di informazione hanno ripreso le dichiarazioni di Toninelli attribuendogli una gaffe, essendo già una società a forte maggioranza pubblica. Ma il Ministro torna a chiarire, andando ancora più a fondo: “La mia nota di oggi era chiara, si parlava di rinnovo a una concessionaria ‘totalmente pubblica’, ripeto totalmente, come non lo è Autobrennero Spa. E questo è già un risultato non scontato, viste le regole Ue”.

La questione si fa ancora più scottante dato che la concessione è scaduta da anni e bisogna riassegnarla: “Chi si è ingrassato con la grande mangiatoia delle autostrade cercherà in tutti i modi di fermarmi, ma vado dritto per la mia strada e rimetterò a posto le cose, con infrastrutture meno care e più sicure”, conclude. Al di là dei proclami da campagna elettorale, al di là della preferenze sulle gestioni pubbliche, private o miste, appare chiaro come ci sia bisogno di un intervento celere e mirato sulle vie di comunicazioni italiane e sui controlli, e al momento siamo ancora indietro.


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