Incidente Hayden, per la Procura è concorso di condotte colpose

Pubblicato il: 22 Settembre 2017

Sono passati ormai quattro mesi dall’incidente Hayden: secondo la Procura di Rimini vi è stato un concorso di condotte colpose tra il pilota e il 30enne di Misano

Rinvio a giudizio per l’automobilista che lo scorso 18 maggio ha travolto e ucciso Nicky Hayden, pilota statunitense della Moto GP e della Superbike. Il 30enne di Misano Adriatico è accusato infatti di aver colpito il centauro statunitense con la sua Peugeot 206 mentre sfrecciava a 70 km/h su una strada dove il limite è di 50 km/h.

Dalle indagini però è emerso che anche l’ex campione statunitense ha la colpa, di non aver rispettato la precedenza all’incrocio con la sua bici, andando così sulla traiettoria del 30enne di Misano, sino ad essere travolto dalla vettura. Una tragedia che però poteva essere evitata, come annunciato da Orlando Omicini, consulente incaricato dal sostituto procuratore Paolo Gengarelli, ad analizzare l’ipotesi di evitabilità del sinistro.

Omicini è infatti giunto all’idea che, qualora l’auto avesse rispettato i limiti di velocità sulla strada (50 km/h) l’incidente tra il 30enne e Nicky Hayden, sarebbe stato evitato. Per il momento la Procura di Rimini ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini al trentenne. Un atto questo, che sarà seguito sicuramente da una richiesta di processo nei confronti dell’automobilista di Misano, con l’ipotesi di reato di omicidio stradale.

Incidente Hayden: concorso di condotte colpose indipendenti

Procura di Rimini che ha annunciato anche che tra Hayden e l’automobilista della Peugeot 206 vi è stato un concorso di condotte colpose indipendenti, che hanno portato all’incidente al quale è costata la vita al pilota americano. Un concorso di colpe dovuto dal fatto che l’ex campione della Moto GP, con la sua bici si è immesso all’incrocio con una velocità di 20,6 km/h, senza fermarsi e dare la precedenza.

Infatti negli atti si legge che si contesta l’omicidio stradale visto che “perché, in concorso di cause indipendenti con la condotta colposa del ciclista ne cagionava la morte per colpa consistita in negligenza ed imprudenza – non avendo mantenuto una condotta di guida adeguata in relazione alle condizioni di luogo – e comunque per colpa consistita in inosservanza delle norme sulla disciplina della circolazione stradale”.

Una mossa azzardata quella di Hayden, che ha portato il 30enne di Misano a colpire la bici sul quale viaggiava il pilota nella parte anteriore, sbalzandolo per 5 metri di altezza. Una caduta rovinosa per il il campione della SBK, che gli ha provocato lesioni gravi, contro il quale nulla hanno potuto i medici dell’Ospedale Bufalini di Cesena, dove il centauro statunitense si è spento dopo 4 giorni.


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