Humangate: Bmw, Daimler e Volkswagen finiscono nella bufera

Pubblicato il: 30 Gennaio 2018

Ancora problemi per le aziende tedesche in merito alle emissioni Diesel: oggi scatta la denuncia dell’Humangate per Bmw, Daimler e Volkswagen

Le emissioni delle auto sono respirate da tutti, quando passeggiamo tranquillamente per strada. Tra queste c’è il biossido di azoto, che dallo scorso 18 settembre 2015 si è scoperto che è quello più respirato da tutti, dopo la scoperta del Dieselgate. Una sostanza che provoca non pochi danni alla salute umana, come afferma il Ministero dell’Ambiente: “Il biossido di azoto (NO2) è un gas di colore bruno-rossastro, poco solubile in acqua, tossico, dall’odore forte e pungente e con forte potere irritante. E’ un inquinante a prevalente componente secondaria, in quanto è il prodotto dell’ossidazione del monossido di azoto (NO) in atmosfera; solo in proporzione minore viene emesso direttamente in atmosfera”.

La principale fonte di emissione degli ossidi di azoto (NOx=NO+NO2) è il traffico veicolare; altre fonti sono gli impianti di riscaldamento civili e industriali, le centrali per la produzione di energia e un ampio spettro di processi industriali. Il biossido di azoto è un inquinante ad ampia diffusione che ha effetti negativi sulla salute umana e insieme al monossido di azoto contribuisce ai fenomeni di smog fotochimico (è precursore per la formazione di inquinanti secondari come ozono troposferico e particolato fine secondario) di eutrofizzazione e delle piogge acide”.

Humangate, i test portati avanti da BMW, VW e Daimler

Parole queste che fanno capire di come si tratti di una sostanza davvero nociva, ponendo sotto la lente d’ingrandimento le auto Diesel, che finiscono sott’accusa dopo l’accusa sollevata qualche giorno fa dal New York Times. Il quotidiano statunitense ha infatti pubblicato un articolo “Dieci scimmiette e un maggiolino”, dove ha svelato che Volkswagen ad Albuquerque, in Nuovo Messico, ha effettuato un test, dove rinchiusi in una camera stagna, dieci esemplari di primati hanno inalato i fumi di una Volkswagen Beetle. Si tratterebbe di un test del marchio tedesco circa i nuovi motori diesel di ultima generazione. Accuse prontamente smentite da Dieter Poetsch, attuale presidente del Consiglio di sorveglianza, che ha affermato“del tutto inaccettabili” test su gli animali.

A queste accuse del New York Times si sono aggiunte quelle dei periodici Sueddeutsche Zeitung e Stuttgarter Zeitung che hanno accusato insieme a VW anche BMW, Daimler per aver effettuato test su esseri umaniattraverso la EUGT, attuale Società di Ricerca europea per l’Ambiente e la Salute nei Trasporti, facente parte di un consorzio composto dai tre colossi dell’auto tedesca insieme all’altra tedesca Bosch. Una particolare ricerca che ha è stata portata avanti dall’università di Aquisgrana su ben 25 volontari, (19 uomini e 6 donne) tra il 2013 e il 2014. In una nota l’ateneo ha definito il lavoto “a tutela dei lavoratori delle fabbriche”, oltre ad aver ricevuto “l’approvazione del comitato etico dell’ateneo”. I volontari si sono sottoposti “a una concentrazione di gas ben inferiore rispetto a quella esistente sui posti di lavoro”.

Humangate, la risposta di Daimler e Angela Merkel

Tre ore al giorno inalando una concentrazione di diossido di azoto pari a 0,01, 0,5 e 1,5 parti per milioni, con livelli inferiori rispetto all’habitat delle fabbriche: questa l’esposizione che hanno subito i vari soggetti. Funzionalità polmonari, eventuali segnali d’infiammazione nel sangue, secrezioni nasali, saliva e respiro sono state poi misurate al termine delle quattro settimane di sperimentazione, con i risultati a detta dell’università, con nessun soggetto ha subito un danneggiamento. Secondo l’Oms il diossido d’azoto invece può portare ad effetti sulla salute se inalato a livelli superiori a 2 ppm. La scelta di aver utilizzato delle cavie umane ha ancor di più indignato gran parte dell’opinione pubblica europea.

Daimler tirata in ballo insieme a Volkswagen e BMW ha dedico di rispondere con una nota: “L’EUGT è stato fondato nel 2007 da diverse aziende del settore automotive, con lo scopo di operare ricerche nell’ambito della tossicologia, l’allergologia, l’epidemiologia e la medicina dell’ambiente. Tutti i lavori di ricerca commissionati all’EUGT sono stati accompagnati e verificati da un comitato consultivo composto da scienziati di rinomate università e istituti di ricerca – dalla selezione alla presentazione dei risultati. Lo studio in oggetto è stato commissionato su raccomandazione del comitato consultivo per la ricerca EUGT.

Alla luce di quanto premesso, ci teniamo a fare immediata chiarezza sulla posizione del Gruppo Daimler, ribadendo la nostra posizione in merito a quanto emerso. Ci dissociamo espressamente dagli studi e dall’EUGTSiamo sconvolti dalla natura e dalla portata degli studi e dalla loro attuazione. Condanniamo gli esperimenti nel modo più assoluto. L’approccio di EUGT contraddice i nostri valori ed i nostri principi etici. Anche se Daimler non ha avuto influenza sulla progettazione dello studio, abbiamo avviato un’indagine approfondita sulla questione”. Anche la cancelliera tedesca Angela Merkel, ha parlato di questo nuovo scandalo e attraverso il portavoce Steffen Seibert ha annunciato alla stampa: “Questi test sugli animali e perfino sulle persone non trovano alcuna giustificazione sul piano etico. L’indignazione di tante persone è assolutamente comprensibile”. 


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