Fiat Panda I serie, un mito senza tempo: da status symbol di un’epoca a fenomeno social del momento

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Pubblicato il: 25 Novembre 2016

Uscita di produzione definitivamente nel 2002 dopo ben 32 anni di servizio, la Fiat Panda I serie rappresenta al pari di 500, 126, Uno e Punto uno dei pilastri della storia della casa costruttrice torinese, un vero e proprio status symbol. Nel 2003 ha lasciato spazio alla seconda generazione di Panda con un modello del tutto rinnovato, e nel 2011 è arrivata in commercializzazione anche la terza serie. Entrambi hanno ottenuto un ottimo riscontro sulle vendite, risultando come le auto più vendute di Fiat negli ultimi anni, ma niente di paragonabile al successo riscosso dal primo modello, con un volume di vendite pari quasi a 5 milioni.

La nascita del modello: alle origini del mito

Per fronteggiare il successo ottenuto dalle rivali francesi Citroen Dyane e Renault 4, auto piuttosto spartane ma dal basso costo di vendita e al tempo stesso pratiche e con trazione anteriore, la Fiat lanciò nel 1980 il primo modello di Panda, un segmento intermedio a 126 e 127,  affidando il design del modello all’Italdesigner di Giorgio Giugiaro. La nascita e lo sviluppo di Panda non è stato tuttavia immediato. Ci vollero ben 4 anni alla casa costruttrice torinese per giungere al lancio sul mercato, dopo accurati e scrupolosi studi sul telaio da proporre e sulle motorizzazioni. Prototipo dopo prototipo, l’allora “Rustica” (così era chiamata inizialmente), ottenne feedback positivi nella segretissima presentazione ad appassionati e operatori del settore nel parco di Novegro nel febbraio del 1978.  Dopo diverse difficoltà nella scelta della locazione per la produzione, la costruzione della vettura venne affidata allo stabilimento di Termini Imerese. Venne esposta ufficialmente per la prima volta con la denominazione di “Panda” al Salone dell’Automobile di Ginevra nel 1980. Il prezzo di lancio sul mercato per il modello “30” (cilindrata più piccola) fu di 3.970.000 lire. Il modello “45” invece corrispondeva ad una spesa di 4.702.000 lire.

Prezzo basso (ma comunque alto rispetto alle concorrenti dello stesso segmento) e design austero erano gli elementi essenziali per produrre una vettura indicata soprattutto per i giovani. Ben presto però la Panda diventò l’ “automobile di tutti”, adatta per le commissioni in città delle madri, ma anche utile ai contadini per trasportare i raccolti dei campi e agli impiegati statali per spostarsi per lavoro. Un successo che trovava i suoi fondamenti soprattutto nel design interno: strumentazione raccolta in un unica zona, tanti vani portaoggetti ma soprattutto sedili reclinabili “a sdraio” che permettevano di aumentare il volume di carico e quindi di poter utilizzare l’auto anche per ingenti carichi di trasporto. Scontato poi, riportare quanto per i giovani la possibilità di reclinare del tutto i sediolini e di ricavare quindi un letto di fortuna, divenne una delle caratteristiche fondamentali per optare sulla scelta di questo modello.

Tuttavia le finiture non erano ancora del tutto ottimizzate e pratiche come nell’idea iniziale dei designer. Nel 1982, a due anni dalla messa in vendita, e con un numero già consistente di vendite incassate, Fiat presentò al Salone di Parigi la versione “Super”, che si distingueva per dei sostanziali miglioramenti negli interni, grazie alla presenza di un cambio a cinque marcia e dell’installazione della classica calandra nera in plastica, diversa da quella in metallo dei primi modelli. Fiat poi sviluppò anche dei modelli “Van” per Enel e Sip, in grado di offrire un volume di carico pari a 810 dm³ .

La grande innovazione però, fu la progettazione del fortunato modello “4×4”, lanciato nel 1983 ed equipaggiato con sistema a quattro ruote motrici da 48 cavalli. Fu la prima vettura a motore trasversale con sistema 4WD. Aveva un peso pari a 740 kg con velocità masima di 135 km/h. Al termine del 1984 Fiat aveva già venduto 1.400.000 Panda di tutte le versioni. Un successo inaspettato per la stessa casa costruttrice, che con Panda ha superato anche il volume di vendite di 500, 126 e 127, modelli sino ad allora più venduti da Fiat. Sulla scia del grande entusiasmo portato dai primi modelli messi in vendita, nel 1986 Fiat apportò una rivoluzione alle motorizzazioni di Panda, proponendo il FIRE 1000 ai quali poi si aggiunsero i derivati 900 e 1100 e il primo diesel 1301 cc. Nel 1990, inoltre, Fiat fece esordire Panda Elettra, il primo modello elettrico in assoluto messo in vendita dalla casa torinese. Non ebbe un buon riscontro di vendite però e si rivelò un flop. I motivi? “Troppo avanti” per quell’epoca come progetto da proporre e batterie troppo ingombranti a bordo che rallentavano la marcia dell’auto a causa dell’eccessivo peso totale. Successivamente Fiat ha apportato diversi restyling alla Panda, cercando di renderla anno dopo anno più moderna e aggiornata nella dotazione ma senza mai stravolgere la linea originale e caratteristica dell’utilitaria più venduta di sempre della casa torinese. Dal 1982 e fino al 2002, ultimo anno di produzione del modello, Fiat ha lanciato ben 119 versioni speciali della Panda, con diverse motorizzazioni, allestimenti e denominazioni.

#DasPanda – Il fenomeno social

Negli ultimi anni il primo modello di Fiat Panda, ha subito una nuova forte impennata di popolarità, soprattutto sui social dove è diventato un vero e proprio tormentone soprattutto con l’hashtag #DasPanda, a scimmiottare il celeberrimo slogan di Volkswagen (“Das auto”, tradotto dal tedesco “L’Auto”), giocando sulla linee poco aggraziate ma pur sempre efficaci della storica utilitaria. Numerosi sono i video anche su Youtube che mostrano Fiat Panda scalzare rivali più moderne e blasonate in varie prove di resistenza, specie quelle in salita su fondo fangoso , dove la 4×4 non per nulla sfigurato in competizione con rivali più blasonati a trazione anteriore come Land Rover e Jeep.

Vedere per credere:

A proposito di Jeep, se vi capita di restare con il vostro Wrangler in panne, non c’è pericolo se a soccorrervi sarà una Fiat Panda 4×4

Un modello che non passa inosservata nemmeno agli occhi e all’attenzione di Steve Harris, fondatore degli Iron Maiden, band inglese heavy metal

Protagonista anche in tv con il programma “Affari a quattro ruote” condotto da Mike BrewwerEdd China

Quali pneumatici montare su Fiat Panda I serie?

Se siete ancora dei fortunati possessori del primo modello di Fiat Panda, sarà importante per voi allora conoscere come prendersi cura della propria utilitaria tenendola sempre in forma anche col passare degli anni. Di fondamentale importanza per la sua manutenzione è sicuramente lo stato degli pneumatici. Ecco allora quali consigliamo per la vostra Panda per le misure 135/80 R13

Hankook Optimo K715: parliamo di un tipo di gomma indicato per auto compatte proprio come la Panda. Il profilo del battistrada di queste coperture è stato sviluppato al computer ed è capace di massimizzare l’handling oltre a donare comfort durante la marcia. Grazie ad un indole sportiva offrono prestazioni ottimali sia in caso di medie che alte temperature comportandosi bene sia su asciutto che su bagnato. La struttura del battistrada è composta da quattro larghe scanalature circonferenziali che hanno il compito di drenare l’acqua accumulata verso l’esterno offrendo dunque sempre massima aderenza alla vettura.

Kumho 7400 se siete alla ricerca invece di un tipo di pneumatico invernale per la vostra Panda, allora le 7400 della Kumho potrebbe essere la scelta giusta. Adatto per auto di piccole e medie dimensione presentano un battistrada innovativo capace di garantire buone prestazioni in fase di accelerazione, offrono un buon grip e diminuiscono gli spazi di frenata su neve e ghiaccio. Buono anche l’handling sulle strade innevate grazie ad una superficie di contatto maggiorata e ad un sistema di drenaggio dell’acqua e della neve che riduce le possibilità di verificarsi di fenomeni di aquaplaning.

A cura di Gianluca Bottiglieri


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