Formula Uno, bastano solo 50 pagine di un manuale per guidare una monoposto

Pubblicato il: 19 Ottobre 2017

Questo è quanto dovrà fare Brendon Hartley prima di salire per la prima volta sulla Toro Rosso, nel prossimo Grand Premio di Austin

Volete sapere cosa serve per guidare una monoposto di Formula Uno? Tanta concentrazione, un pizzico di talento e conoscere bene le 50 pagine del manuale di istruzioni della monoposto che dovete guidare. Sembra strano, ma è per certi versi la situazione in cui si è trovato Brendon Hartley, pilota neozelandese che è stato chiamato dalla Toro Rosso a sostituire Pierre Gasly per il Gp degli Stati Uniti. E’ stato lo stesso pilota neozelandese ha parlare a Newstalk ZB del manuale, oltre delle prove fatte al simulatore con la scuderia di Faenza: “Il team mi ha fornito un manuale per imparare le procedure e la composizione del volante.

“Avrò inoltre quattro ore di “test” prima delle qualifiche, dunque mi auguro di arrivare sufficientemente preparazione per essere veloce. In termini di tempo sul giro non è tanto differente da un prototipo. Appena 6/7 secondi, che alla fine sulla distanza di gara non si avvertono. Inoltre sono sempre stato abituato a guidare auto competitive. Forse è anche per questo che i vertici hanno scelto me, senza dimenticare che le vetture del WEC sono tecnologicamente avanzate e utilizzano l’ibrido”.

Formula Uno, dal manuale ai motori: le parole di James Key

“Da questo punto di vista sono simili. Mi aspetto tuttavia un grande salto. Sono tanti anni che non corro più di una monoposto. Cercherò di prenderla con semplicità. Si tratta pur sempre una macchina da corsa, con quattro ruote Anche la dinamica è la medesima. Il pilota deve completare il circuito nel minor tempo possibile” ha concluso il pilota, che ha comparato le vetture della WEC con quelle di Formula Uno.

Toro Rosso che oltre all’esordio di Brendon Hartleysi prepara anche ad accogliere Honda dalla prossima stagione. A parlarne è il direttore tecnico Toro Rosso James Key che si è espresso sulla power unit asiatica: “Quando è arrivata la firma ci siamo sentiti sollevati. Nelle intenzioni di tutti c’era la volontà di fare lo step successivo, ma fino a quel momento non ne avevamo avuto occasione. Sarà una sfida enorme. Una grande responsabilità per l’azienda. Per ora siamo contenti della partnership. Il flusso di dati si sta rivelando scorrevole e immediato”.


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