Ferrari, Lauda: “La mia carriera ed il mio cuore sono legati alla Rossa”
Pubblicato il: 15 Settembre 2017
Nonostante sia legato alla Mercedes, Niki Lauda che ha partecipato alla festa dei 70 anni della Ferrari, ha parlato del suo legame con la Scuderia del Cavallino Rampante
Tanti i festeggiamenti per i primi 70 anni della Ferrari. Speciale la festa che si è svolta nel weekend a Maranello dove tra i tanti partecipanti, si è visto anche Niki Lauda che ha parlato non solo della Rossa, ma anche del mondiale in corso dove la vettura italiana si gioca il mondiale con la sua Mercedes. “E’ stato un evento molto speciale per me”, ha ammesso il grande pilota ai microfoni di Sky Sport 24.
“Il mio cuore è ancora con il Cavallino, mentre è la testa ad essere a Stoccarda. A Monza abbiamo vinto noi, ma è stato un peccato per la Scuderia vista la data importante. A Singapore forse vincerà Vettel e cambieranno le cose. Molte volte in questo campionato la SF70-H si è dimostrata più veloce della W08. A Spa, ad esempio, Sebastian era molto vicino, nell’ultimo GP un po’ meno e secondo me per un errore nel set up adottato” ha continuato Lauda.
Niki Lauda: “Vettel? E’ un pilota numero uno. Ha molto amore per il team”
“A Marina Bay la Rossa partirà con i galloni della favorita. Non così nelle ma nelle altre gare rimanenti. Lì resta un punto interrogativo. Ovviamente il mio augurio è che se le aggiudichi tutte Ham, tuttavia ad oggi è difficile individuare il potenziale trionfatore”. Lauda che ha poi augurato a Sebastian Vettel di ripercorrere la gloriosa epopea di un altro tedesco con la Ferrari, ovvero Michael Schumacher: “E’ un pilota numero uno. Ha molto amore per il team, di conseguenza con una macchina competitiva vi rimarrà a lungo”.
Spazio ai ricordi, quelli vissuti con la scuderia del Cavallino Rampante tra il 1974 e il 1977: “La mia vita e la mia storia sono riassunte in quella fase della carriera. Allora ero un giovane agli esordi. Un giorno mi chiamò il Drake. Direttore sportivo era Montezemolo. Non appena arrivato a Fiorano, mi disse “tu il prossimo anno guiderai per la Ferrari”. La prima stagione fu costellata di errori, nella seconda arrivò il successo, nella terza persi l’orecchio per il grave incidente del Nurburgring e nella quarta mi aggiudicai il secondo alloro”.












