F1, la guerra in Medio Oriente mette a rischio Bahrain e Arabia Saudita: Imola torna a sperare
Pubblicato il: 4 Marzo 2026
Mentre il mondo guarda con apprensione all’escalation militare in Medio Oriente, il Circus della Formula 1 si trova a fare i conti con uno scenario che fino a poco tempo fa sembrava fantascienza: cancellare due Gran Premi e cercare in fretta un piano B. E tra le soluzioni sul tavolo spunta, prepotente, il nome di Imola.
La stagione 2026 di Formula 1 doveva partire col botto: Australia, poi Cina e Giappone, e quindi i due appuntamenti mediorientali in Bahrain (12 aprile) e Arabia Saudita (18 aprile), quarta e quinta prova del calendario. Un avvio rodato, consolidato, redditizio. Ma la guerra non chiede il permesso a Liberty Media.
L’attacco dell’Iran in risposta ai raid congiunti lanciati da Israele e Stati Uniti ha trasformato il Golfo Persico in una polveriera. Aeroporti chiusi o sotto attacco, lo Stretto di Hormuz bloccato, la sicurezza delle persone — quella vera, non quella dei cordoli — che diventa la priorità assoluta. In questo contesto, organizzare un Gran Premio non è solo complicato: è semplicemente impossibile.
FIA e Liberty Media al lavoro: si cerca il piano B
FIA e Liberty Media non stanno certo a guardare. Le due settimane che separano il circus dall’appuntamento di Sakhir sono preziose, e gli organizzatori lo sanno bene. Le scuderie, peraltro, hanno lasciato gran parte dei materiali in Bahrain dopo i test pre-stagionali di febbraio: saltare un mese abbondante di gare sarebbe un colpo durissimo, non solo sportivamente ma soprattutto economicamente, per tutte e undici le squadre.
La soluzione più logica? Anticipare l’apertura europea della stagione, di solito riservata al leggendario Gran Premio di Monaco. Ed è qui che entra in scena l’Italia.
Imola è pronta — lo è sempre stata
Il circuito Dino e Enzo Ferrari di Imola — quello che gli appassionati di tutto il mondo chiamano semplicemente “Imola”, come si chiama un vecchio amico — manca dal calendario ufficiale dal 2024, l’anno in cui Max Verstappen dominò tra le colline romagnole. Un’assenza che ha fatto storcere il naso a molti, italiani e non. E che ora potrebbe rivelarsi solo una pausa di riflessione.
Secondo le indiscrezioni che circolano con sempre maggiore insistenza, Imola è una delle piste europee candidate a ospitare uno dei due Gran Premi saltati. L’altra opzione sul tavolo è il circuito dell’Algarve di Portimao, in Portogallo, assente dal circus dal 2021 ma già confermato in calendario dal 2027: potrebbe semplicemente anticipare il suo ritorno.
Per gli appassionati di Formula 1, e in particolare per quelli che ancora portano nel cuore le notti magiche di Ayrton Senna e i trionfi di Michael Schumacher su quella pista, l’idea di rivedere le monoposto a Imola è qualcosa che va ben oltre la semplice sostituzione logistica. È un ritorno a casa.
E la seconda parte di stagione? Il rischio non finisce qui
C’è però un altro dato che non va sottovalutato: se la crisi nel Golfo Persico non si risolve in tempi ragionevoli, il problema non riguarderà solo aprile. Il calendario del Mondiale 2026 prevede altri due appuntamenti in Medio Oriente a fine stagione — Qatar il 29 novembre e Abu Dhabi il 6 dicembre — che rischierebbero a loro volta di saltare. A quel punto, l’intera architettura del campionato andrebbe ridisegnata.
Per ora si temporeggia, si valuta, si aspetta. Ma il motorsport, si sa, non ama il vuoto: e se la storia ci ha insegnato qualcosa, è che la Formula 1 trova sempre il modo di correre. Magari, questa volta, con il rumore dei motori che rimbalza sulle colline dell’Emilia Romagna.
Secondo voi è uno scenario possibile?












