Etichetta europea dei pneumatici: i valori indicati sono attendibili?

Pubblicato il: 10 Febbraio 2017

Alcuni test vengono svolti dai produttori che autocertificano i loro prodotti. Ci si può fidare? Non sempre

L’Etichetta europea dei pneumatici è un elemento essenziale per classificare un prodotto. Al suo interno si trovano le indicazioni per il consumo di carburante (da A a G), per la frenata sul bagnato (da A a G) e sulla rumorosità esterna (espressa in decibel). Il compito di testare i prodotti spetta agli stessi costruttori che, di fatto, autocertificano le gomme secondo dei test prestabiliti dalla normativa europea. Capita a volte però che i risultati dei test segnalati sulle etichette vengano contraddetti da altri organismi indipendenti, come nel caso dell’ADAC (club automobilistico tedesco), o il TCS (club automobilistico svizzero), o l’ÖAMTC (club automobilistico austriaco). Di chi bisogna fidarsi dunque?

L’ADAC ha svolto diversi test certificando le prestazioni sul bagnato di alcuni tra gli pneumatici invernali con le misure 165/70 R14T: gli Continental WinterContact TS850 hanno avuto uno spazio di frenata di 36,3 metri mentre gli Mentor M200 di 49,6 metri. Ma, secondo le etichette europee, i Mentor sono di categoria C, la stessa dei Continental, anche se in realtà i risultati espressi dovrebbero porli nella categoria F. Da altri test su gomme della misura 205/55 R16H lo spazio di frenata degli Michelin Alpin 5 è stato di 36,2 metri, quello degli Avon Ice Touring ST di 44,5 metri. Secondo gli standard di classificazione i primi appartengono alla categoria B, i secondi alla E, ma in realtà entrambi sono classificati come B dall’etichetta europea.

Una regola generale sembra essere che i marchi “premium” siano più affidabili e veritieri rispetto alle altre marche. Per certificare con esattezza la validità dell’etichetta europea dei pneumatici sembrerebbe quindi necessario effettuare più controlli, o comunque analizzare con un secondo test l’autocertificazione del produttore, affinché questo risulti attendibile.

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Un altro limite dell’etichetta europea dei pneumatici è quello dei criteri presi in considerazione. Valutare uno pneumatico in soli 3 criteri potrebbe risultare approssimativo. Ad esempio gli enti indipendenti che effettuano i test si basano su ben 15 diverse caratteristiche come la tenuta di strada ad alta velocità, l’usura, la deformazione, l’aderenza in curva, l’aquaplaning, la tenuta di strada su neve e ghiaccio, etc. Con soli tre criteri esaminati si rischia che un prodotto sia sì ottimo per quello che riguarda il consumo di carburante, la rumorosità esterna e la frenata sul bagnato, ma magari potrebbe avere delle pessime caratteristiche in tutti gli altri valori. Ed ancora quando gli pneumatici si aggiornano con nuove tecnologie, escono cioè con un’altra edizione, i parametri utilizzati per le etichette rimangono quelli precedenti ed il rischio per il consumatore è quello di leggere un’etichetta “vecchia” che potrebbe non corrispondere all’effettiva realtà. Questo è dovuto al fatto che i produttori non investono ulteriore denaro per testare le loro gomme.

Insomma districarsi tra le etichette non è cosa semplice. Se avete bisogno di un consiglio non esitate a contattarci, cercheremo di soddisfare tutte le vostre esigenze per farvi rimanere più che soddisfatti.


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