“Falsati dati sulle emissioni”, FCA accusata dall’authority USA: la replica del gruppo
Pubblicato il: 13 Gennaio 2017
Quella di ieri per FCA è stata una giornata particolarmente complicata. Il gruppo automobilistico Fiat Chrysler è stato infatti accusato dalle authority americane di aver falsato i dati sulle emissioni delle proprie auto prodotte, con la minaccia di una multa da ben 4,6 miliardi di dollari. Un caso molto simile a quello che 16 mesi fa aveva colpito la Volkswagen con lo scandalo dieselgate. I primi effetti dopo la notizia diffusa dall’agenzia di stampa Associated Press, sono stati avvertiti in borsa, dove il titolo del gruppo automobilistico ha chiuso la giornata di ieri con un -10,23%.
L’accusa a FCA: il software di controllo non dichiarato e non a norma
L’indiscrezione pubblicata da Associated Press era stata poi confermata dall’Agenzia per la Protezione ambientale americana con quest’ultima che ha ufficializzato di aver notificato al gruppo FCA delle violazioni sulle norme sull’emissioni per ben 104.000 veicoli prodotti. Il tutto sarebbe avvenuto tramite l’installazione di un software che consente di modificare i dati sulle emissioni diesel su Jeep Gran Cherokee e Dodge Ram che montano motori diesel 3.0 del 2014,2015 e 2016. Non comunicare l’esistenza di questo software, secondo quanto specificato dall’Agenzia, rappresenta una seria violazione di legge in quanto tutte le case automobilistiche devono attenersi alle stesse norme.
La risposta di FCA: “Collaboriamo da oltre un anno con l’EPA”
La risposta di FCA però non si è fatta attendere. Il gruppo ha rigettato le accuse al mittente tramite le parole di Sergio Marchionne: “Con l’Epa c’è massima collaborazione da più di un anno. Volkswagen? Non abbiamo nulla in comune con quanto successo a loro e il fatto che l’Agenzia per la protezione abbiamo deciso di affrontare questo caso così pubblicamente è sicuramente curioso oltreché spiacevole”. La multinazionale italo-statunitense ha inoltre dichiarato che si auspica un incontro quanto prima con l’enforcement division dell’EPA per dimostrare che i controlli sulle emissioni siano perfettamente in regola e che non costituiscono defeat devices nel completo e trasparente rispetto delle normative.
Il comunicato di FCA
Questo poi, il comunicato diffuso ieri dalla società: “I motori diesel di Fca Us sono equipaggiati con hardware di controllo delle emissioni all’avanguardia, ivi incluso la tecnologia Selective catalytic reduction (Scr). Ogni costruttore automobilistico deve utilizzare varie strategie per controllare le emissioni al fine di realizzare un equilibrio tra le prescrizioni di Epa relative al controllo delle emissioni di ossidi di azoto (NOx) e le prescrizioni relative alla durata, prestazioni, sicurezza e contenimento dei consumi. Fca Us ritiene che i propri sistemi di controllo delle emissioni rispettino le normative applicabili. Fca Us ha speso mesi – prosegue il comunicato della società – nel fornire una mole di informazioni all’Epa e ad altre autorità governative e in diverse occasioni ha cercato di spiegare le proprie tecnologie di controllo delle emissioni ai rappresentanti dell’Epa. Fca Us ha proposto diverse iniziative per risolvere le preoccupazioni dell’Epa, incluso lo sviluppo di estese modifiche del software delle proprie strategie di controllo, che potrebbero essere immediatamente applicate nei veicoli in questione, per ulteriormente migliorarne le prestazioni in termini di emissioni”. Marchionne ha poi aggiunto circa il software di controllo che “per quanto conosco questa società, posso dire che nessuno è così stupido da cercare di montare un software illegale. La multa di 4,6 miliardi? Sopravviveremo, nel caso, anche a questa”.
Titolo in rialzo a Wall Street
Questa mattina intanto la borsa di Wall Street ha aperto con il titolo di FCA in rialzo del 7,4% così come quello di Exor (+5,7%) anch’esso influenzato negativamente ieri dalla notizia contro FCA.












