Ecco i marchi di gomme che si sono succeduti in Formula 1

I marchi di gomme che si sono succeduti in Formula 1

Pubblicato il: 22 Marzo 2017

In 68 lunghe stagioni sono stati ben nove i marchi di gomme che si sono succeduti in Formula 1: da Dunlop a Pirelli

Quella iniziata lo scorso week-end a Melbourne è stata la 68a stagione del campionato mondiale di Formula 1. Una stagione che sarà la 23a che vedrà un solo fornitore di gomme: dopo che la Bridgestone ha lasciato il circus, sono circa 10 anni, che la Pirelli che rifornisce da sola team e piloti sin dal 2011 e lo farà sino al 2019.

Ma prima della Pirelli, ci sono state stagioni in cui la lotta tra fornitori di pneumatici erra agguerrita e rendeva le gare molto più emozionanti. Ma quali sono i marchi di gomme che si sono succeduti in Formula 1?

I marchi di gomme che si sono succeduti in Formula 1: dal ’50 al ’59 è record di fornitori

Nel 1950 al primo campionato del mondo di Formula 1, sono ben quattro i fornitori di gomme che si presentano al via: insieme alla Pirelli, ci sono anche la belga Englebert, la Dunlop e Firestone che però fornirà le gomme solo in un occasione, ovvero nella 500 miglia di Indianapolis che agli albori del mondiale concorre al campionato del mondo piloti di Formula e dove tutti i piloti che vi partecipano utilizzano gli pneumatici della casa statunitense.

Nei primi quattro campionati le gomme su citate, vedono la Pirelli che domina nel numero di vittorie (sono 28 su 32 Gran Premi), mentre Firestone raccoglie la vittoria nella 500 miglia. Solo quattro vittorie per Englebert mentre la britannica Dunlop resta a zero. Nel 1954 a questi si aggiungono altri due fornitori di gomme: la Continental e un’altra britannica, ovvero la Avon.

Questo è ancora il record di fornitori di gomme in Formula 1, ovvero gommisti nella stessa stagione. La Pirelli che trionfava, trova però nella Continental un avversario davvero ostico: la casa milanese divide quattro vittorie con la casa tedesca, mentre la Firestone è costante per quanto riguarda Indianapolis. Un Nel 1955 Avon decide di lasciare ed a sorpresa la Pirelli resta a zero insieme a Dunlop, con il primato che passa nelle mani della Continental che riesce a conquistare 5 Gran Premi su 7. I restanti due finiscono nelle mani di Firestone ed Englebert.

La casa costruttrice belga si rifà nel 1956 quando in assenza di Continental vince ben 5 su 8 GP, con Pirelli che si riprende con due vittorie prima di dominare la scena l’anno successivo, nel campionato del 1957, dove colleziona ben 8 centri su 9 appuntamenti. Situazione che però viene ribaltata nel ’58: Dunlop, rimasta a secco di vittoria ben otto stagioni, colleziona sette vittorie su 11 Gran Premi, in una stagione dove tornano ad esserci in pista 6 produttori di pneumatici. Pirelli che decide di chiudere la sua prima esperienza in Formula 1 con zero successi di stagione (1958) ma che lascia con 41 vitttorie complessive nei primi 76 Gran Premi della storia della Formula 1.

Nel 1959 però decidono di lasciare anche Englebert (12 successi su 66 partecipazioni) e Continental (10 su 13). Formula 1 che resta quindi nelle sole mani della Dunlop, che è regina incontrastata con 8 GP su 9, e la Firestone con la sua sola Indianapolis, mentre la britannica Avon, lascia al termine della stagione con zero vittorie su 29 Gran Premi disputati.

I marchi di gomme che si sono succeduti in Formula 1: anni 60′ arriva Goodyear

All’inizio dell’undicesima stagione di Formula 1 quindi restano la Dunlop e la Firestone, con la casa americana che decide di lasciare il circus della F1 con 11 vittorie nell’Indianapolis, lasciando la sola casa costruttrice di pneumatici britannica. Nel 1961 per la prima volta la Formula 1 è monopolizzata con un solo produttore di pneumatici: infatti la Dunlop è fornitore unico per tre stagioni aprendo la prima era monogomma. Gli anni 1964 e 1965, vedono però l’entrata in scena dell’americana Goodyear nel Mondiale (fornitore con la presenza più lunga di sempre, ben 35 anni consecutivi), ma Dunlop continua a dominare la scena. Nel 1966, Firestone decide di ritornare in pista, ma questa volta per la sua prima vera esperienza in Formula 1, mettendo in crisi anche il domino Dunlop. L’anno 1966 è anche il primo dove c’è un importante cambio di regolamento: i motori passano da 1.5 e 3 litri di cilindrata e le gomme, soprattutto quelle posteriori, diventano più larghe. Una tendenza, che continua anche sul finire del decennio quando sulle monoposto appaiono i primi alettoni, che riescono a conferire un maggior carico sulle ruote. Quindi Goodyear, Firestone e Dunlop chiudono gli anni ’60 dividendosi le vittorie nei Gran Premi.

I marchi di gomme che si sono succeduti in Formula 1: dal ’70 al ’79 Michelin e le gomme slick

All’alba della 21 stagione c’è la seconda rivoluzione in Formula 1 riguardo le gomme: al posto delle intagliate, debuttano le slick, che garantiscono un maggior grip alle monoposto. Una decisione al quale Goodyear, Firestone e Dunlop si adeguano però in modo progressivo e veloce, tanto che nel 1971 la rivoluzione, sull’asciutto è già completa. Dal 1970 al 1975 però la Formula 1 vive un duopolio americano. Al termine della stagione 1970, Dunlop molla lasciando la scena a Firestone e Goodyear, con quest’ultima che supera i cugini dal 1973 al 1977. Nel 1975 però Firestone abbandona per sempre (chiude in Formula 1 con 49 vittorie su 121 partecipazioni), e nel 1976 rientra per due stagioni Dunlop e c’è l’ingresso per la prima di Bridgestone in Formula 1, che tra 1976 e 1977 garantisce i suoi pneumatici nel solo GP del Giappone. Alla Bridgestone si affianca anche l’ingresso nel 1977 di un altro fornitore importante: ossia la francese Michelin. Nel 1978 e il 1979, gli pneumatici francesi riescono a frenare la supremazia di Goodyear, collezionando 5 vittorie contro 11 degli americani, per poi pareggiarla (7 le vittorie delle francesi contro le 8 americane). Nel 1979, chiusura del terzo decennio della F1 che vede la Ferrari di Jody Scheckter campione iridato, cambiano ancora le dimensioni delle gomme posteriori ed una riduzione all’anteriore. Regolamento che però lascia il segno tra il 1976 e il 1977, quando nel non definire il numero massimo di ruote per una monoposto di Formula 1, permette alla Tyrrell con la sua P34, di presentarsi al mondiale con una monoposto a sei ruote: due gomme al posteriore e ben quattro, da 10 pollici, all’anteriore.

I marchi di gomme che si sono succeduti in Formula 1: dal ’80 al ’89 è lotta tra Michelin e Goodyear

Gli anni ’80 vedono un inizio scoppiettante con Goodyear che prevale nettamente su Michelin, visto che colleziona ben 11 vittorie contro le 3 delle francesi, ma negli anni successivi tutto cambia. Nel periodo che va dal 1981 al 1984, la lotta tra le gomme francesi e quelle americane, vedono le transalpine vittoriose con bel un pareggio nel 1982 (8 vittorie a testa) Tra il 1981 e 1982, c’è anche il rientro dell’Avon, che non riscuote un risultato eclatante. Nel 1984, Michelin decide di lasciare dando spazio a Goodyear che dominerà fino al 1997. Anni ’80 che vedono però il ritorno di Pirelli (1981 al 1986), ma la casa milanese lascia in due stagioni, dove Goodyear diventa il secondo fornitore unico sino al ritorno di Pirelli nel 1989. Riguardo il regolamento, le dimensioni delle gomme vedono un leggero riequilibrio, anche se le posteriori restano più larghe delle anteriori.

I marchi di gomme che si sono succeduti in Formula 1: dal ’90 al ’99 torna Bridgestone

Anni ’90 che vive il dominio della Goodyear in F1. Con Pirelli che si ritira nel 1991, con l’ultima vittoria ottenuta da Nelson Piquet, Goodyear vive per cinque stagioni il ruolo di monogomma nel circus della Formula 1 sino al 1996, quando il regolamento decide che le gomme sono decise dalla federazione. Nel 1997, al fianco di Goodyear dopo 19 lunghissimi anni torna la Bridgestone, che dopo un anno di insuccessi, prende il dominio dopo un nuovo cambio regole: eliminate le slick per limitare il grip in curva, mentre sulle gomme anteriori ci sono tre scanalature che diventeranno quattro nella stagione 99, come per il posteriore. Quando Mika Hakkinen vince il suo primo titolo mondiale, la Bridgestone supera in vittoriela Goodyear (9 contro 7), con gli americani, che decidono di chiudere dopo 35 stagioni la loro militanza in Formula 1 che ora ha un nuovo padrone: gli pneumatici Bridgestone.

I marchi di gomme che si sono succeduti in Formula 1: dal 2000 al 2009 è guerra Michelin-Bridgestone

A rompere il dominio di Bridgestone però ci pensa Michelin che rientra nel Circus dopo un’assenza di 16 stagioni fornendo i pneumatici ai maggiori antagonisti della Ferrari, che invece continua a montare i copertoni giapponesi. Le gomme francese però mettono le ali a Mclaren e Williams con la Rossa che vede il dominio in bilico e si affida anche a colpi di ricorsi e controricorsi. Nonostante tutto però la Michelin trionfa quando Fernando Alonso è iridato con la Renault nel 2005 e 2006, con la Ferrari che va in crisi netta quando il regolamento decide che non si possono cambiare gomme in corsa. Michelin che quindi batte Bridgestone con 18 vittoria contro l’unica vittoria giapponese avventura a Indianapolis dove per motivi di sicurezze le gomme francesi non si schierano. Nel 2006 con il cambio gomme consentito, la lotta è totale: 9 gare vinte a testa tra gommati francesi e giapponesi nell’ultimo anno di presenza di più di un fornitore. Michelin che però si ritira lasciando nel 2007 Bridgestone come unico gommista in Formula 1.

I marchi di gomme che si sono succeduti in Formula 1: dal 2009 al 2010 da Bridgestone a Pirelli

Nel 2010 il cambio di regole, che vede una riduzione in larghezza delle gomme anteriori e l’eliminazione dei rifornimenti, sanciscano l’ultimo anno del fornitore giapponese nel mondiale di Formula 1, con Pirelli che a partire dal 2011 sino ad oggi, detiene il regime di monogomma. Insieme alla FIA, la casa milanese propone delle nuove gomme, che punta sia alle prestazioni che allo spettacolo. Mescole diverse e distinguibili grazie ad alcuni colori sulla spalla ed degrado maggiore anche per aumentare il numero di pitstop, di conseguenza lo spettacolo