Si può prevedere la durata degli pneumatici?

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Pubblicato il: 8 Giugno 2016

Tutti sappiamo, o almeno dovremmo sapere, che avere degli pneumatici in perfette condizioni è fondamentale per viaggiare in sicurezza e senza correre rischi inutili. Infatti, se troppo vecchi o consumati le performance sono seriamente compromesse, esiste però un modo per prevedere la durata degli pneumatici della vostra auto?

Dobbiamo innanzitutto fare una premessa e cioè che i motivi per cui diventa necessario sostituire una gomma possono essere due: per il battistrada consumato, e questa è la motivazione più comune, oppure perché troppo vecchi e “induriti”. Nel secondo caso, anche se il battistrada è intatto, l’aderenza è ugualmente compromessa perché la durata degli pneumatici dipende anche dagli anni di vita.

Sostituzione dovuta all’età

Vediamo prima di tutto la casistica più semplice, perché capire quando una gomma è arrivata al limite della sua vita, e ormai può essere considerata vecchia, non è certamente difficile. L’unica cosa che dovete fare è guardare la marcatura DOT che si trova a lato delle vostre gomme (se non sapete di cosa si tratta ne abbiamo parlato in questo articolo del blog).

Una volta che sapete la data di fabbricazione degli pneumatici, grazie alla marcatura DOT, è facile sapere se deve essere sostituito perché fino a 3 anni si può considerare nuovo. Inoltre, tutti gli pneumatici sono garantiti per almeno 5 anni quindi, se trovate una data di produzione superiore ai 60 mesi probabilmente è giunto il momento di effettuare un cambio.

Sostituzione dovuta all’usura

Come abbiamo detto anche prima, l’usura del battistrada è la causa maggiore che obbliga gli automobilisti a cambiare le gomme. In ogni caso esistono dei parametri precisi, perché la legge dice chiaramente che con un battistrada inferiore ad 1,6 mm non è possibile circolare. Il motivo di questo limite è semplice, perché sotto queste misure l’acqua presente sulla strada non viene più drenata e il rischio acquaplaning è molto più alto e, infatti, si consiglia di montare sempre gomme che hanno almeno un battistrada di 3 mm.

A questo punto però è normale farsi la stessa domanda: esiste un modo per prevedere quanto possono durare gli pneumatici sottoposti ad usura? Il costruttore a volte fornisce delle indicazioni di massima, ma appunto devono essere prese con le pinze perché entrano in gioco tantissimi fattori che andremo a vedere nel dettaglio. Se quindi dovessimo dare una risposta a priori sarebbe: no, non esiste un modo per prevedere la durata delle gomme.

Tipologia delle gomme

Esistono due grandi categorie di gomme: Touring e Performance. Nel primo caso potrebbero rientrare le Pirelli Scoprion Verde e sono costruite per bilanciare i vari aspetti di uno pneumatico (comfort, aderenza, durata e consumo del carburante), sono quindi più indicati per un uso stradale.

Parlando invece delle gomme performance, i produttori cercano di portare ai massimi livelli la tenuta di strada e vengono usate soprattutto per auto sportive o, addirittura, da chi deve guidare in pista. In questa categoria rientrano ad esempio gli pneumatici

Tutti sappiamo, o almeno dovremmo sapere, che avere degli pneumatici in perfette condizioni è fondamentale per viaggiare in sicurezza e senza correre rischi inutili. Infatti, se troppo vecchi o consumati le performance sono seriamente compromesse, esiste però un modo per prevedere la durata degli pneumatici della vostra auto?

Dobbiamo innanzitutto fare una premessa e cioè che i motivi per cui diventa necessario sostituire una gomma possono essere due: per il battistrada consumato, e questa è la motivazione più comune, oppure perché troppo vecchi e “induriti”. Nel secondo caso, anche se il battistrada è intatto, l’aderenza è ugualmente compromessa perché la durata degli pneumatici dipende anche dagli anni di vita.

Sostituzione dovuta all’età

Vediamo prima di tutto la casistica più semplice, perché capire quando una gomma è arrivata al limite della sua vita, e ormai può essere considerata vecchia, non è certamente difficile. L’unica cosa che dovete fare è guardare la marcatura DOT che si trova a lato delle vostre gomme (se non sapete di cosa si tratta ne abbiamo parlato in questo articolo del blog).

Una volta che sapete la data di fabbricazione degli pneumatici, grazie alla marcatura DOT, è facile sapere se deve essere sostituito perché fino a 3 anni si può considerare nuovo. Inoltre, tutti gli pneumatici sono garantiti per almeno 5 anni quindi, se trovate una data di produzione superiore ai 60 mesi probabilmente è giunto il momento di effettuare un cambio.

Sostituzione dovuta all’usura

Come abbiamo detto anche prima, l’usura del battistrada è la causa maggiore che obbliga gli automobilisti a cambiare le gomme. In ogni caso esistono dei parametri precisi, perché la legge dice chiaramente che con un battistrada inferiore ad 1,6 mm non è possibile circolare. Il motivo di questo limite è semplice, perché sotto queste misure l’acqua presente sulla strada non viene più drenata e il rischio acquaplaning è molto più alto e, infatti, si consiglia di montare sempre gomme che hanno almeno un battistrada di 3 mm.

A questo punto però è normale farsi la stessa domanda: esiste un modo per prevedere quanto possono durare gli pneumatici sottoposti ad usura? Il costruttore a volte fornisce delle indicazioni di massima, ma appunto devono essere prese con le pinze perché entrano in gioco tantissimi fattori che andremo a vedere nel dettaglio. Se quindi dovessimo dare una risposta a priori sarebbe: no, non esiste un modo per prevedere la durata delle gomme.

Tipologia delle gomme

Esistono due grandi categorie di gomme: Touring e Performance. Nel primo caso potrebbero rientrare le Pirelli Scoprion Verde e sono costruite per bilanciare i vari aspetti di uno pneumatico (comfort, aderenza, durata e consumo del carburante), sono quindi più indicati per un uso stradale.

Parlando invece delle gomme performance, i produttori cercano di portare ai massimi livelli la tenuta di strada e vengono usate soprattutto per auto sportive o, addirittura, da chi deve guidare in pista. In questa categoria rientrano ad esempio gli pneumatici Goodyear EfficientGrip Performance.

Dopo questa distinzione avete già intuito che montare delle gomme Touring significa contare su una durata ben più lunga degli pneumatici Performance, giusto? Bene, gli elementi che influenzano l’usura di una gomma non sono però finiti.

Gli elementi che influenzano l’usura

Il mezzo su cui sono montati gli pneumatici influenza pesantemente la loro usura, perché se un’auto è nuova i vari pezzi avranno un basso attrito e lavoreranno per massimizzare l’efficienza. Al contrario un veicolo usurato influirà anche sull’usura dello pneumico.

I chilometri percorsi sono un altro parametro da tenere in considerazione ma non come pensano molti, perché non c’è una relazione lineare fra consumo e utilizzo. Per rendere le cose più semplici possiamo dire che più chilometri si percorrono durante l’anno, maggiore sarà la distanza percorribile. Se percorrete invece pochi chilometri durante l’anno, allora gli sbalzi di calore e la luce solare avranno un effetto importante sull’usura.

Il tipo di asfalto su cui guidate è un altro fattore molto importante, perché se una strada liscia e ricostruita di recente consumano in maniera uniforme e le gomme, la situazione cambia quando si guida su strade dissestate.

In ogni caso, il fattore probabilmente più importante riguarda lo stile di guida perché ad alte velocità le forze che agiscono sulle gomme sono sicuramente più elevate rispetto agli automobilisti che hanno una guida più tranquilla e confortevole.

Esistono poi tanti altri fattori che influiscono in maniera minore sulla durata degli pneumatici ma, appunto trattandosi di fattori minori non li abbiamo inseriti in questo articolo per evitare di dilungarci troppo.

Esiste una classifica per stimare la durata di uno pneumatico

Le autorità americane hanno stilato una classifica chiamata UTQG (Uniform Tire Quality Grading) che serve per paragonare gli pneumatici simili. Fanno considerato 3 parametri per valutare le prestazioni e, uno di questi era il consumo del battistrada dopo aver percorso 9.000 Km su pista.

Il valore viene indicato sul lato della gomma e indica l’usura in rapporto al pneumatico di riferimento. Nel dettaglio se il valore è uguale a 100 significa che l’usura è identica a quella del pneumatico di riferimento, mentre se è di 200 significa che ha una durata doppia. Il problema di questa classificazione nasce dal fatto che possono essere paragonati solo pneumatici dello stesso produttore.

I test condotti per valutare la durata

Parlando di test, i più attendibili sono quelli condotti alcuni anni fa a Narbonne dove sono state messe si è voluto capire la durata delle gomme estive e la durata delle gomme invernali. In questo caso sono state usate 2 misure di gomme estive  (195/65 R 15 H e  225/55 R 16 W) e una sola misura per le gomme invernali (205/55 R 16 H).

I risultati hanno evidenziato che gli pneumatici Michelin Energy Saver e le Michelin Pirmacy HP sono state le migliori per quanto riguarda le gomme estive. Parlando invece della durata delle gomme termiche, anche in questo caso Michelin si è classificata prima con gli pneumatici Primacy Alpin Pa3.

Come cambia la situazione per le moto

In generale, tutti i principi che abbiamo visto finora sono validi sia per la durata su auto che su moto (e altri veicoli a 2 ruote). Le uniche differenze riguardano lo spessore minimo del battistrada che invece di essere 1,6 mm diventa 1 mm.

Inoltre, l’usura non è quasi mai uniforme perché la gomma posteriore tende a consumarsi più velocemente. In ogni caso è più facile avere delle indicazioni generali sulla durata degli pneumatici per moto perché, a quanto pare, 6.000 Km è la distanza cruciale dove molte gomme hanno bisogno di essere sostituiti o quantomeno di essere controllati profondamente.

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Dopo questa distinzione avete già intuito che montare delle gomme Touring significa contare su una durata ben più lunga degli pneumatici Performance, giusto? Bene, gli elementi che influenzano l’usura di una gomma non sono però finiti.

Gli elementi che influenzano l’usura

Il mezzo su cui sono montati gli pneumatici influenza pesantemente la loro usura, perché se un’auto è nuova i vari pezzi avranno un basso attrito e lavoreranno per massimizzare l’efficienza. Al contrario un veicolo usurato influirà anche sull’usura dello pneumico.

I chilometri percorsi sono un altro parametro da tenere in considerazione ma non come pensano molti, perché non c’è una relazione lineare fra consumo e utilizzo. Per rendere le cose più semplici possiamo dire che più chilometri si percorrono durante l’anno, maggiore sarà la distanza percorribile. Se percorrete invece pochi chilometri durante l’anno, allora gli sbalzi di calore e la luce solare avranno un effetto importante sull’usura.

Il tipo di asfalto su cui guidate è un altro fattore molto importante, perché se una strada liscia e ricostruita di recente consumano in maniera uniforme e le gomme, la situazione cambia quando si guida su strade dissestate.

In ogni caso, il fattore probabilmente più importante riguarda lo stile di guida perché ad alte velocità le forze che agiscono sulle gomme sono sicuramente più elevate rispetto agli automobilisti che hanno una guida più tranquilla e confortevole.

Esistono poi tanti altri fattori che influiscono in maniera minore sulla durata degli pneumatici ma, appunto trattandosi di fattori minori non li abbiamo inseriti in questo articolo per evitare di dilungarci troppo.

Esiste una classifica per stimare la durata di uno pneumatico

Le autorità americane hanno stilato una classifica chiamata UTQG (Uniform Tire Quality Grading) che serve per paragonare gli pneumatici simili. Fanno considerato 3 parametri per valutare le prestazioni e, uno di questi era il consumo del battistrada dopo aver percorso 9.000 Km su pista.

Il valore viene indicato sul lato della gomma e indica l’usura in rapporto al pneumatico di riferimento. Nel dettaglio se il valore è uguale a 100 significa che l’usura è identica a quella del pneumatico di riferimento, mentre se è di 200 significa che ha una durata doppia. Il problema di questa classificazione nasce dal fatto che possono essere paragonati solo pneumatici dello stesso produttore.

I test condotti per valutare la durata

Parlando di test, i più attendibili sono quelli condotti alcuni anni fa a Narbonne dove sono state messe si è voluto capire la durata delle gomme estive e la durata delle gomme invernali. In questo caso sono state usate 2 misure di gomme estive  (195/65 R 15 H e  225/55 R 16 W) e una sola misura per le gomme invernali (205/55 R 16 H).

I risultati hanno evidenziato che gli pneumatici Michelin Energy Saver e le Michelin Pirmacy HP sono state le migliori per quanto riguarda le gomme estive. Parlando invece della durata delle gomme termiche, anche in questo caso Michelin si è classificata prima con gli pneumatici Primacy Alpin Pa3.

Come cambia la situazione per le moto

In generale, tutti i principi che abbiamo visto finora sono validi sia per la durata su auto che su moto (e altri veicoli a 2 ruote). Le uniche differenze riguardano lo spessore minimo del battistrada che invece di essere 1,6 mm diventa 1 mm.

Inoltre, l’usura non è quasi mai uniforme perché la gomma posteriore tende a consumarsi più velocemente. In ogni caso è più facile avere delle indicazioni generali sulla durata degli pneumatici per moto perché, a quanto pare, 6.000 Km è la distanza cruciale dove molte gomme hanno bisogno di essere sostituiti o quantomeno di essere controllati profondamente.