MotoGP, doping Iannone confermato: positive anche le controanalisi
Pubblicato il: 9 Gennaio 2020
Doping Iannone confermato. Infatti le controanalisi hanno confermato la positività al drostanolone, ossia lo steroide anabolizzante utilizzato dal pilota di Vasto.
Doping Iannone, le controanalisi confermano la positività
Tutti, lui stesso ha sperato di che si trattasse di un grave errore. Ieri però è arrivata dalla Germania una brutta notizia per Andrea Iannone. Il laboratorio accreditato Wada di Kreischa, nei pressi di Dresda in Germania, ha reso noto gli esiti della controanalisi. Confermata la positività di Andrea Iannone al doping, o meglio al drostanoloneno. Si tratta di uno steroide anabolizzante, che secondo le analisi sono presenti nel campione di urine raccolto, a margine del Gran Premio di Malesia.
Confermata quindi anche la squalifica decisa dalla Federazione motociclistica internazionale il 17 dicembre scorso. Si tratta di una brutta notizia per il pilota di Vasto ma anche per i suoi legali. Una brutta notizia, ma negli esiti dell’esame le parti leggono un dato che sembra sostenere la loro linea difensiva. La sostanza incriminata è infatti sì presente, ma in quantità davvero ridotta. Questo potrebbe incoraggiare la tesi secondo cui la sostanza potrebbe essere stata assunta in modo inconsapevole. Aumentano le ipotesi in cui sia stata assunta mangiando della carne contaminata in Asia.
Doping Iannone, le parole dell’avv.De Rensis
“Le controanalisi dovrebbero attestare la presenza di metaboliti pari a 1,150 nanogrammi per millilitro”, rivelano infatti l’avvocato Antonio De Rensis e il suo perito Alberto Salomone, presenti alle analisi in Germania, alla Gazzetta dello Sport. “Quantitativo esiguo, considerando anche che il pilota era da oltre un mese in Asia e che il test, eseguito subito dopo il GP, era relativo a un campione di urina molto densa, pari a 1,024, per la forte disidratazione della corsa. È un dato che ci conforta verso la tesi della contaminazione alimentare, anche perché gli steroidi sono assunti con cicli lunghi, non occasionali. Alla prima comunicazione ufficiale avvieremo le nostre attività per mostrare l’estraneità di Iannone e riconsegnarlo all’Aprilia, di cui apprezzo l’atteggiamento garantista”.
Il prossimo passo sarà dunque quello di presentare ricorso formale alla Corte disciplinare internazionale, poi nel caso di un ulteriore verdetto sfavorevole il pilota potrà appellarsi anche al Tribunale arbitrale sportivo di Losanna. Il problema sta sempre nei tempi lunghi del giudizio: la Corte si può infatti prendere fino a 45 giorni per emettere la sua sentenza, dunque la sospensione di Iannone perdurerebbe fino a inizio febbraio, quando è previsto l’inizio dei test pre-campionato. Più probabile, invece, che il caso si risolva in tempo per marzo, per l’inizio ufficiale del Motomondiale con il Gran Premio del Qatar.












