Dieselgate Volkswagen: indagato Martin Winterkorn, ex ad del gruppo.
Pubblicato il: 21 Giugno 2016
Nuovo colpo di scena nello scandalo Dieselgate, l’ex numero 1 Martin Winterkorn è sotto inchiesta.
Lo scandalo Dieselgate si arricchisce di un nuovo capitolo. Martin Winterkorn, ex amministratore delegato di Volkswagen, è stato messo sotto inchiesta insieme ad un altro ex manager con l’accusa di non aver informato tempestivamente gli investitori sulle possibili conseguenze finanziarie derivanti dallo scandalo emissioni.
Winterkorn, che si dimise subito dopo lo scandalo che colpì la sua azienda, è ora indagato dalla giustizia tedesca che sta investigando anche seguendo la richiesta della Bafin, ovvero la Consob tedesca. Il 22 settembre 2015 infatti Volkswagen dichiarava in un comunicato che era necessario mettere da parte 6,5 miliardi di euro relativi ai conti del terzo trimestre per occuparsi della faccenda Dieselgate. La cifra è poi quasi triplicata, diventando di 16,2 miliardi di euro, che ha significato la prima storica perdita per l’azienda tedesca. Con questo capitale Volkswagen si trova a dover fronteggiare numerose cause legali sia negli Stati Uniti sia in Germania.
Negli atti del tribunale di Braunschweig si legge che “esistono sufficienti elementi che mostrano che il dovere di comunicare previste perdite finanziarie importanti avrebbe dovuto precedere di molto il 22 settembre”. L’inchiesta, attualmente in corso di svolgimento, vuole proprio far luce su questo aspetto, indagando se Winterkorn fosse effettivamente colpevole di aver “chiuso un occhio” non allertando per tempo gli investitori. Se l’ex numero 1 di Volkswagen avesse preventivamente avvertito sulle praticamente sicure perdite dell’azienda probabilmente alcuni investitori si sarebbero comportati diversamente.
Invece sulla casa automobilistica di Wolfsburg sono piovute centinaia di cause legali da ogni dove. In particolare il Boston Retirement System, un fondo previdenziale, è stato promotore della prima class action degli obbligazionisti contro la Volkswagen. Le accuse nei confronti del Volkswagen Group of American Inc e Volkswagen Group of America Inc Finanza sono gravi: “dichiarazioni e omissioni false e fuorvianti”. Lo scopo è quello di recuperare parte dei capitali investiti dagli obbligazionisti per il periodo che intercorre tra il 23 maggio 2014 e il 22 settembre 2015, una cifra che si aggira attorno agli 8 miliardi di dollari, tutti soldi finiti nelle casse del colosso tedesco. Secondo gli obbligazionisti Volkswagen è colpevole di averli ingannati non rivelando loro l’utilizzo del dispositivo che, di fatto, truccava le emissioni delle auto diesel.












