Dieselgate: lo scandalo emissioni coinvolge anche Audi, Seat e Skoda

Pubblicato il: 7 Ottobre 2015

Sembra non volersi arrestare lo scandalo delle emissioni. Se il vaso di Pandora è stato scoperchiato dalla Volkswagen adesso l’inchiesta si sta espandendo in altri paesi e soprattutto ad altri marchi. In molti lo hanno già soprannominato Dieselgate. Si tratta infatti di un caso dal grande scalpore che ha messo sotto l’occhio del ciclone uno dei marchi più affidabili e conosciuti di tutto il mondo. Sono finite sotto inchiesta anche altre aziende del gruppo Volkswagen come Audi, Skoda e Seat sulle quali l’Antitrust vuole aprire un’istruttoria su tutti i modelli messo in commercio dal 2009 al 2015. Sulla scia di Roma anche Parigi e Berna che stanno ricevendo molte segnalazioni dai consumatori che invitano ad indagare sul Dieselgate. Si tratta di una pratica commerciale scorretta, ovvero aver commercializzato autoveicoli che hanno caratteristiche qualitative di emissioni inferiori a quelli che sono i valori dichiarati dal gruppo tedesco. I consumatori infatti sarebbero stati indotti all’acquisto sulla base di messaggi pubblicitari tendenziosi e che, di fatto, non corrispondevano alla realtà.

Anche la Procura di Parigi ha aperto un fascicolo per “frode aggravata” mentre il governo svizzero ha ordinato il blocco sia sulle importazioni che sulle immatricolazione di tutti i modelli diesel del gruppo Volkswagen.

Il marchio di Wolfsburg sta passando probabilmente il periodo più buio dalla sua fondazione. Dopo le dimissioni di Winterkorn è stato nominato il nuovo CEO Matthias Mueller che ha immediatamente affermato che l’azienda inizierà un periodo di “risparmi massicci” perché Volkswagen si attende “multe significative”. Sarà un percorso lungo, tortuoso e “doloroso” ha detto Mueller che in un’assemblea aziendale straordinaria ha aggiunto che “le persone implicate nella manipolazione dei motori diesel erano poche”. Il Dieselgate ha e avrà ripercussioni economiche non solo sul marchio tedesco ma su tutta l’economia della Germania e dell’Europa. Da 15 giorni le borse di tutto il mondo sono in costante perdita e non è ancora chiaro se e quando si avrà una risalita. Ad esempio la BMW, per ora estranea allo scandalo Dieselgate, solamente per le ripercussioni nel settore automobilistico ha già perso circa 4,5 miliardi di euro nelle ultime tre settimane. Ad agosto gli ordini di autoveicoli in Germania è sceso dell’1,8%, ma per settembre ci si aspettano dei dati impietosi. E intanto i numeri delle vetture truccate sembrano in continua crescita: se inizialmente si era parlato di 11 milioni di veicoli “truccati” col software legato alla centralina, pare che ora siano 8 milioni solamente in Europa.


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