Formula 1, Hamilton: “Oggi, nessuno è come me”
Pubblicato il: 3 Maggio 2017
Il pilota inglese ha parlato durante una lunga intervista della sua passione per la musica, della sua carriera e della Formula 1 che “non da possibilità ai poveri”. Queste le parole di Hamilton a Rolling Stone
Dall’infanzia al trionfo in Formula 1. Dalla famiglia al mito di Senna, passando per sacrifici e passioni. Lewis Hamilton si racconta durante l’intervista concessa ai microfoni della rivista Rolling Stone, del quale La Gazzetta dello Sport ha riportato qualche passaggio.
Nato a Stevenage in Inghilterra, la sua passione per le corse il giovane Lewis lo deve al padre: “Se non fosse per lui non sarei qui, ha fatto di tutto per la mia carriera: era impiegato in una ditta di distributori automatici di bevande e finito il turno correva a fare un altro lavoro”.
“Ne ha fatti pure quattro contemporaneamente, per questo ogni volta che mi siedo al volante sono cosciente di quello che ha fatto per me. Poi in 24 anni non ho mai incontrato un altro pilota nero. Solo adesso comincio a vedere bambini di razze diverse che corrono in auto ed è un cambiamento importante”.
Hamilton a Rolling Stone: dal bullismo ai sacrifici per arrivare al successo
Retroscena interessante del pilota che da piccolo ha subito episodi di bullismo: “A 4 o 5 anni ho subito il bullismo dei compagni di scuola e a 6 anni ho chiesto a papà di fare karate. Poi ho fatto boxe e un giorno, nonostante il naso rotto, ho battuto uno più grande e forte di me. Senza arrendermi: mi ha spinto mio padre a non mollare e andare avanti nel combattimento sul ring”.
Proprio da piccolo, Hamilton ha portato avanti la sua passione per le auto, facendo numerosi sacrifici: “Da ragazzo uscivo da scuola il giovedì e correvo in macchina dal venerdì alla domenica: mi sono perso parte della vita scolastica e delle relazioni con i miei coetanei e anche ora passo molto tempo a telefono per restare in contatto con i miei amici”.
Un lavoro quello del pilota, che però secondo l’inglese viene precluso a persone di umili origini: “In compenso ho un bellissimo lavoro e faccio cose incredibili anche se oggi la F.1 è praticamente preclusa a uno di umili origini come me: girano troppi soldi, è tutto molto costoso. Servono provvedimenti per invertire la rotta: io ci proverò”.
Hamilton a Rolling Stone: musica e passioni
La vita di Hamilton non è fatta solo di circuiti e prove, ma anche di passioni e non solo: “Mi piace la musica, che ascolto ogni giorno: è un ottimo modo per non sentire il casino che ho attorno, Poi amo la mountain bike, gli sport acquatici e la moda, mondo che mi piace molto”.
Tanti gli artisti preferiti dal pilota inglese: “Bob Marley, Prince, Tupac, Jay-Z, Whitney Houston, James Brown, Marvin Gaye, Michael Jackson, con la cui musica sono cresciuto. Sono personaggi unici: alcuni non ci sono più, ma la loro musica non ci lascerà mai. Ho ascoltato tantissimo Prince e Michael Jackson da giovane e continuerò a farlo anche quando sarò vecchio”.












