Filtri antipolline Opel: pensati per combattere le allergie
Pubblicato il: 15 Aprile 2019
Filtri antipolline Opel pensati per combattere il polline e le allergie che colpiscono molti automobilisti in questo periodo dell’anno: ecco il sistema della casa tedesca.
Filtri antipolline Opel, carboni attivi a due strati
La casa tedesca, a partire dal MY 2018 delle proprie vetture, ha deciso di installare sui propri modelli esclusivamente filtri a carboni attivi a due strati. Questi impediscono l’ingresso nell’abitacolo di questi fastidiosi pollini, permettendo una guida più serena e senza fastidi. Entrando più nel dettaglio, i filtri sono in grado di tenere il particolato fuori dall’abitacolo ma anche di neutralizzare gas come l’ozono e i cattivi odori.
Tutto questo proprio grazie ai carboni attivi. Inoltre, come dicevamo, i pollini vengono eliminati quasi al 100 per cento. “Il materiale del filtro è idrorepellente, per cui non congela in inverno e non diventa un ricettacolo per i batteri. Nonostante le ottime prestazioni filtranti, la permeabilità all’aria rimane eccellente. Il filtro dovrebbe essere cambiato ogni anno”, le parole di Sandra Schmickler, product manager Opel.
Filtri antipolline Opel, presenti anche sulle vecchie versioni
Non solo chi acquista un’auto nuova può combattere il polline, visto che in molti casi è possibile montare i filtri a carboni attivi anche su vetture usate ed anche piuttosto vecchie, come la Calibra o la Vectra C. Tuttavia, meglio affidarsi ad uno specialista, perché il posizionamento può essere in un punto di non facile accesso e, dunque, complicato da cambiare per chi non è del mestiere.
I consigli per la guida quando ci sono i pollini
Come guidare quando ci sono i pollini? “In generale, quando la concentrazione è elevata, si dovrebbe tenere chiuso il finestrino – consiglia la dottoressa Anne-Marie Albuszies, responsabile medico Opel – Questo atteggiamento va anche a vantaggio della sicurezza stradale in generale: se chi guida si trova a starnutire con una maggiore frequenza, aumenta il rischio di incidenti”.
Infatti, secondo quando verificato in alcuni test, nel traffico urbano, per esempio, una vettura può percorrere ben 20 metri nel tempo di uno starnuto; a 100 km/h, chi guida può distogliere gli occhi dalla strada anche per più di 50 metri. Rischiando così un incidente.












