SBK, è morto Nicky Hayden: Kentucky Kid non ce l’ha fatta

Pubblicato il: 22 Maggio 2017

Dopo cinque giorni di coma, dopo il tragico incidente dello scorso 17 maggio, è morto Nicky Hayden: il mondo delle due ruote piange Kentucky Kid

Il mondo delle moto e dello sport in generale piange la morte di Nicky Hayden. Il pilota statunitense, in rianimazione dopo lo scorso 17 maggio, in seguito ad un tragico incidente in bicicletta nel Riminese, è morto all’Ospedale Bufalini di Cesena all’età di 35 anni.

Come Michele Scarponi, qualche settimana prima, anche Kentucky Kid se ne va per via di un tragico incidente in bicicletta. Lo scorso 17 maggio intorno alle 14, fatale è stato quell’impatto con una Peugeot di 30enne residente a Morciano di Romagna ora sotto indagine, che lo ha scaraventato prima sul cofano dell’auto, sfondandone il parabrezza, e poi lanciandolo sull’asfalto.

Impatto duro e condizioni di salute apparse subito gravi sin dal primo ricovero all’Ospedale Infermi di Rimini, prima di essere trasportato al Bufalini di Cesena. Una pedalata da solo, e non in gruppo come si pensava all’inizio, con la sua bici – accartocciata dall’impatto e sbalzata ai lati della strada – che purtroppo gli è costata la vita.

Nicky Hayden: un campione dentro e fuori dalla pista

Trauma addominale con fratture multiple al bacino ma soprattutto un grave trauma cranico che ha generato una vasta emorragia cerebrale (8 millimetri) non operabile. Ben 5 giorni di coma, che si sono chiusi purtroppo con la morte del giovane pilota americano.

A piangere la sua morte non solo la mamma, il fratello e la fidanzata che gli sono stati accanto subito dopo l’incidente, ma soprattutto i numerosi tifosi e piloti della Moto Gp e della Superbike, due competizioni che lo hanno visto campione.

In MotoGP l’americano ha esordito nel lontano 2003 quando salì in sella alla sua RC211V del team Repsol Honda, con il quale ha vinto 1 Mondiale su 218 gare disputate: 3 vittorie, 28 podi e 7 pole Un anno prima, nel 2002, l’esordio in  SBK, dove era approdato con wildcard per guidare una Honda RC51.

Se ne va un pilota amato dai tifosi, dalle ragazze e dai colleghi, che aveva reso il numero 69 – ereditato dal papà, anche lui pilota – ancora più famoso nel mondo delle corse, e che aveva lasciato solo nel 2007 quando utilizzò in Moto Gp il numero 1, quello del campione.


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