MotoGP, settimo titolo per Marquez: solo quarto posto per Rossi

Pubblicato il: 23 Ottobre 2018

Marquez campione MotoGP Motegi incorona di nuovo lo spagnolo che vince il titolo in casa dell’Honda: caduta per Dovizioso negli ultimi giri, mentre il Dottore salva la Yamaha

Quella torta preparata dalla Honda doveva essere troppo buona per non assaggiarla subito e fare anche un torto ai padroni di casa giapponesi. E così, al primo match point iridato, Marc Marquez non delude le aspettative di tifosi e stato maggiore della Casa dell’Ala dorata e a Motegi conquista il mondiale. Il settimo della sua sfolgorante e giovane carriera, 25 anni, di cui non si intravedono i limiti.
Per mettere le mani sulla corona lo spagnolo della Honda Hrc ha dovuto faticare per piegare Dovizioso, generoso e degnissimo rivale, ma caduto a 2 giri dalla fine quando provava con coraggio a rimandare la festa del rivale. Una chiosa che Dovizioso non avrebbe meritato, ma che nulla toglie alla sua voglia di incalzare il ‘Marziano’, che sale sul podio con Crutchlow – doppietta Honda a rafforzare i festeggiamenti nipponici – e Rins e impreziosisce il suo palmarés con un’altra gemma.

Marquez campione MotoGP, decisiva la caduta di Dovizioso

Gara tirata, una lunga volata, con Dovizioso a fare da lepre e Marc in marcatura più o meno stretta con Crutchlow a fargli da scudiero fino a un certo punto. A 11 giri dalla fine si accende la lotta – sorpasso dello spagnolo e replica del Dovi con passaggio dello spagnolo sull’erba – a sottolineare che Marquez non vuole sentir parlare di prudenza. Il temperamento di Marc è noto, proprio dei campioni irriducibili che vogliono conquistare tutto, ma la corazza di Dovi regge. Almeno fino a 4 giri dal termine, quando l’affondo di Marquez è inesorabile. E non lascia repliche. Ci prova il forlivese a tenergli la scia, ma a 2 giri dalla fine scivola e deve alzare bandiera bianca. Peccato, ma ha fatto bene a provarci.
L’indecifrabile Yamaha non si risolleva più di tanto. La prima fila di Zarco, con la moto “vecchia” è stata illusoria, come le ottimistiche dichiarazioni di Viñales della vigilia: in gara la casa di Iwata deve ringraziare il solito Rossi, 4° a quasi 7″ da Marquez, pimpante solo nella prima parte di gara e poi scivolato alle spalle anche della Suzuki di Rins, ottimo 3°. Posizione che poteva essere di Iannone se non si fosse buttato via, sprecando una buona chance nella gara di casa della Suzuki.

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