Formula Uno, Kubica: “Nel 2010 avevo firmato con la Ferrari per la stagione 2012”
Pubblicato il: 12 Luglio 2018
Kubica alla Ferrari nel 2010: è lo stesso driver di Cracovia a rivelare un interessante retroscena di mercato pilota; il polacco doveva essere il secondo di Alonso
In più occasioni aveva mostrato un certo fascino per la monoposto dal colore Rosso, ma davanti al registratore di Tom Clarkson che ha registrato un podcast per il sito ufficiale della F1, lo ha ammesso apertamente. Robert Kubica aveva firmato con la Ferrari per correre la stagione 2012 al fianco di Fernando Alonso. “Sì avevo già un contratto con il Cavallino”, ha risposto alla domanda precisa del giornalista spiegando come aveva raggiunto un accordo con Stefano Domenicali, ex team principal della Rossa, verso la fine del 2010.
Il driver polacco aveva accettato di correre percependo uno stipendio minore rispetto a quanto in quel momento aveva ricevuto dalla Renault pur di coronare il sogno di guidare una Ferrari. “Solitamente il primo obiettivo è quello di entrare in F1, successivamente si punta a stabilizzarsi in modo da acquisire valore e una buona reputazione, il che è ancora più complicato. Il terzo passo è diventare campioni del mondo o piloti Ferrari. Alla fine io non ho ottenuto né l’uno, né l’altro, ma ci sono andato vicino, il che mi fa soffrire ancora di più”.
Kubica alla Ferrari: “Provo dolore sapendo che potevo guidare la Rossa”
“La mia convalescenza è stata talmente dura in sé che per i primi 16-18 mesi non riuscivo a pensare ad altro che al recupero fisico“, ha continuato il driver di Cracovia, che ha poi parlato del terribile incidente che l’ha toccato il 6 febbraio del 2011. “Lottavo ed ero concentrato. E’ stato un periodo difficilissimo. Più il tempo passava, più le speranze di risolvere la situazione si affievolivano, inoltre alcune operazioni non sono andate bene e invece di progredire peggioravo. E’ stato doloroso stare a casa sapendo che avrei potuto gareggiare per la Rossa“.
Infine sulla decisione di disputare il fatale Rally Ronde di Andora e quella di intraprendere una seconda carriera nel mondo del traverso il 33enne ha spiegato: “In realtà a quella gara non avrei voluto partecipare, ma per non deludere il team e l’organizzatore dissi comunque di sì. Per il resto ho scelto di proseguire nella disciplina per il desiderio di diventare un pilota più completo”.












