Ferrari P80/C: la nuova one-off in versione roadster

Pubblicato il: 1 Aprile 2019

Render Ferrari P80/C, che è stato immaginato dal famoso designer russo Aksyonov Nikita: ecco come sarebbe l’esemplare unico svelato qualche giorno fa dal Cavallino Rampante.

Render Ferrari P80/C, il lavoro di Aksyonov Nikita

La Ferrari P80/C è una one-off realizzato per un facoltoso cliente di Hong Kong. Oggi però il famoso designer russo Aksyonov Nikita lavorando sull’aspetto della one-off ha dato vita un render di come sarebbe in versione roadster. Ecco quindi come questa spettacolare vettura potrebbe apparire in una variante di carrozzeria “aperta”.

Nella realtà una versione senza tetto fisso della Ferrari P80/C non ci sarà mai, come si può facilmente immaginare per un progetto unico che richiesto ben quattro anni di sviluppo. La P80/C non è omologata per l’utilizzato stradale e non è conforme a nessun regolamento di serie, ma è stato commissionata da un ricco collezionista che ha voluto per se una Ferrari che rispondesse esattamente ai propri gusti e desideri.

Render Ferrari P80/C, la base è una 488 GT3

Il proprietario della Ferrari P80/C, che è rimasto anonimo, ha chiesto alla Casa di Maranello un’auto che incarnasse l’interpretazione moderna della 330 P3/P4. A questo anche un po’ della Dino 206 S. Per questo esemplare è stata sborsata una cifra elevata (mai rivelata). In più è possibile prevedere che sia stata inserita una clausola con cui Ferrari garantisce che la P80/C non avrà nessun seguito. Nessuna vettura seguente per la one-off che mantiene così la sua esclusività.

Basata sulla 488 GT3, la Ferrari P80/C ha un passo più lungo rispetto alla 488 GTB stradale, con la cabina di guida che è stata spostata in avanti. L’abitacolo della one-off del Cavallino somiglia molto a quello della 488 GT3, anche se sono stati apportati alcuni aggiornamenti. Inoltre grazie al nuovo kit aerodinamico sviluppato ad hoc per questa supercar, la Ferrari P80/C offre un’efficienza aerodinamica migliorata di circa il 5% rispetto alla 488 GT3.


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