FCA, Sergio Marchionne in gravi condizioni: cambiano i vertici del gruppo
Pubblicato il: 23 Luglio 2018
Condizioni Sergio Marchionne critiche, con il manager italo-canadese che è ricoverato in una clinica svizzera: sabato John Elkann ha cambiato i vertici dei diversi gruppi
Versa in condizioni ‘irreversibili’ l’ormai ex amministratore delegato di FCA, Sergio Marchionne. Come riportato dall’agenzia Ansa, le condizioni di salute del manager non sono ottimali ma la conferma non arriva da parte dell’azienda. Nella giornata di sabato il presidente di FCA John Elkann ha convocato d’urgenza il consiglio d’amministrazione del gruppo nominando il successore di Marchionne. Le parole del presidente hanno riguardato non solo il nuovo Ceo Mike Manley, ma anche chi sino a questo momento aveva portato avanti FCA con grandissimi risultati. “Care colleghe, cari colleghi questa è senza dubbio la lettera più difficile che abbia mai scritto. E’ con profonda tristezza che vi devo dire che le condizioni del nostro amministratore delegato Sergio Marchionne, che di recente si è sottoposto a un intervento chirurgico, sono peggiorate nelle ultime ore e non gli permetteranno di rientrare in Fca.”
“Negli ultimi 14 anni, prima in Fiat, poi in Chrysler e infine in Fca, Sergio è stato il migliore amministratore delegato che si potesse desiderare e, per me, un vero e proprio mentore, un collega e un caro amico. Ci siamo conosciuti in uno dei momenti più bui nella storia della Fiat ed è stato grazie al suo intelletto, alla sua perseveranza e alla sua leadership se siamo riusciti a salvare l’azienda. Sergio ha realizzato un incredibile turnaround in Chrysler e, grazie al suo coraggio nel lavorare all’integrazione culturale tra le due aziende, ha posto le basi per un futuro migliore e più sicuro per noi tutti. Saremo eternamente grati a Sergio per i risultati che è riuscito a raggiungere e per aver reso possibile ciò che pareva impossibile“.
Condizioni Sergio Marchionne, il rapporto tra il manager e Elkann
Tra John Elkann e Sergio Marchionne hanno avuto un rapporto molto chiaro e trasparente, con idee simili che hanno portato in alto la FCA, ad ottenere traguardi davvero importanti. Lo sottolineano le parole di Elkann: “Fin dal nostro primo incontro, quando parlammo della possibilità che prendesse le redini della Fiat, ciò che mi ha veramente colpito di lui, al di là delle capacità manageriali e di una intelligenza fuori dal comune, sono state le sue qualità umane. Qualità che gli ho visto negli occhi, nel modo di fare, nella capacità di capire le persone. Ci ha insegnato ad avere coraggio, a sfidare lo status quo, a rompere gli schemi e ad andare oltre a quello che già conosciamo. Ci ha sempre spinti ad imparare, a crescere e a puntare in alto – spesso andando oltre i nostri stessi limiti – ed è sempre stato il primo a mettersi in gioco”.
L’eredità che ci lascia parla di ciò che è stato davvero importante per lui: la ricerca dell’eccellenza, l’idea che esiste sempre la possibilità di migliorare. I suoi insegnamenti, l’esortazione a non accettare mai nulla passivamente, a non essere soddisfatto della mera sufficienza sono ormai parte integrante della nostra cultura in Fca: una cultura che ci spinge ad alzare sempre l’asticella e a non accontentarci mai della mediocrità. La definizione che Sergio ci ha dato della parola leader è valida oggi più che mai. Quello che conta davvero è il tipo di cultura che un leader lascia a chi viene dopo di lui. Il miglior modo per giudicarlo è attraverso ciò che l’organizzazione fa dopo di lui”












