La storia dell’omino Michelin, la mascotte più famosa del mondo

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Pubblicato il: 2 Maggio 2016

In Italia lo conosciamo come “omino della Michelin” ma in realtà il suo vero nome è Bibendum ed è uno dei marchi registrati più antichi di sempre. Il celebre omino bianco fatto di gomme ha ricevuto anche un riconoscimento molto importante, arrivato addirittura dal Financial Times che l’ha definito come il miglior logo della storia.

Tutti lo conosciamo tutti sappiamo che cosa rappresenta al punto tale che qualcuno ha addirittura confuso l’omino della pubblicità dei Mashmallow, comparso nel film Ghostbuster, con Bibendum. Non tutti però conoscono la sua storia che in oltre un secolo ha seguito mode, cambiamenti ed ha sputo rinnovarsi negli anni.

La nascita dell’omino della Michelin

Sembra che tutto sia iniziato nel 1894 alla fiera di Lione quando i fratelli Michelin videro una pila di gomme disposte in modo particolare. Da quella visione, alcuni anni dopo, sembra sia nata l’intuizione di creare un cartellone pubblicitario dove la nuova mascotte, sollevava un bicchiere di birra e pronunciava la frase di un poeta romano che tradotta significa “Ora bisogna bere”.

Questa frase veniva usata per i festeggiare i lieti eventi e, accompagnata dalla frase “Cin cin, il pneumatico Michelin si beve gli ostacoli”, ha da subito aiutato l’azienda a convincere gli ingegneri delle casa automobilistiche della bontà dei suoi pneumatici. Disegnato da O’Galop, il famoso omino della Michelin ha preso vita nel 1898 e l’idea molto semplice di mettere insieme più camere d’aria ha resistito fino ad oggi.

I primi anni della mascotte

Nel corso degli anni l’omino Michelin si è poi evoluto diventando non solo un modo per presentare i prodotti ma, veniva usato anche per dare consigli agli automobilisti. In alcuni casi raffigurava addirittura gli eventi più importanti della storia Michelin, come ad esempio quando nel 1907 è stato aperto l’ufficio a Londra ed è stata creata una versione di Bibendum che raffigurava un cavaliere che simboleggiava la “conquista” di questo nuovo mondo.

Nello stesso anno Michelin attraversa l’oceano e arriva negli USA, dove la nostra mascotte continua a dare consigli e a presentare i vantaggi di queste gomme. Intanto nel nostro paese nello stesso periodo, per la precisione fino al 1915, Bibendum diventa protagonista di un mensile educativo ma anche divertente che veniva spedito per posta ai clienti dell’azienda.

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1930 e l’inizio della standardizzazione

Il 1930 è l’anno in cui Michelin realizza il primo cartone animato per raccontare la nascita della sua mascotte e, anche in questo cortometraggio, l’inizio di tutto sembra essere proprio l’evento del salone di Lione. Da questo momento Bibendum inizia un processo di standardizzazione che lo porteranno ad essere un marchio univoco in tutto il mondo.

Ad ogni modo esistono ancora delle varianti per i vari paesi dove, o si veste in maniera diversa o assume pose differenti ma in questo periodo inizia un punto di svolta perché ora Bibendum si apre ad un pubblico più ampio.

Continuando nel corso degli anni l’omino Michelin acquisisce in tutto il mondo uno stile sempre più sportivo e, inizia ad assumete pose in movimento come ad esempio la celebre corsa che ha segnato per anni questo simbolo. In ogni caso le differenze fra paesi continuano ad esistere come ad esempio in Germania dove indossa cappello, stivali e sciarpa per affrontare i mesi invernali mentre in Giappone assume le sembianze di un lottatore di Sumo donnaiolo.

Le modifiche per il centenario

Le ultime modifiche importanti risalgono al 1998, anno del suo centenario, in cui ha assunto una forma più magra e slanciata. Queste modifiche hanno segnato un’evoluzione lunga ben 118 anni che ancora rende Bibendum al passo con i tempi e sembra che l’omino della Michelin, per come lo conosciamo in Italia, sia oggi riconoscibile in tutto il mondo. Insomma, più che un logo sembra un essere vivente che ha seguito la sua crescita.