Sofia non tace: nasce il gruppo su Facebook contro i furbetti del parcheggio

Pubblicato il: 23 febbraio 2018

Sul gruppo Facebook ‘Sofia non tace’ creato dal nonno della bimba disabile sono pubblicate foto e storie di tristi situazioni a discapito dei disabili

Ormai è una brutta consuetudine, che sembra sempre più difficile da debellare. Si tratta dei furbetti del parcheggio, che ogni giorno approfittano dei poste destinati alle persone disabili, senza aver alcun diritto. Quante volte è capitato di ascoltare frasi del tipo “Mi fermo qui per poco, una commissione veloce” oppure “mi fermo solo cinque minuti”.

Oltre a questi furbetti ci sono anche i tanti problemi nei tanti comuni italiani, circa il mancato abbattimento delle barriere architettoniche, che non permettono alle persone affette da disabilità di vivere al meglio. C’è però qualcuno che ha deciso di alzare la voce e far rispettare le regole, andando in aiuto di tutti coloro che subiscono queste situazioni discriminatorie. Tutto nasce da Sofia e da suo nonno che grazie all’aiuto di oltre 1000 membri ha messo in piedi il gruppo Facebook “Sofia non tace” pronto a limitare gli episodi e diffondere la cultura che si basa sul rispetto dei disabili.

‘Sofia non tace’, il nonno utilizza i social per aiutare tutti i disabili

La storia parte da Pisogne, una cittadina nel Bresciano, dove Sofia una bambina disabile di nove anni che frequenta la scuola primaria accompagnata da suo nonno Vincenzo Cassis, si è trovata spesso in situazioni difficili come quella di non trovare parcheggio per disabili al termine delle lezioni. Perché? Spesso i posti riservati alle persone affette da disabilità, sono stati già stati occupati dai classici furbetti del parcheggio.

Una situazione che ha portato la famiglia di Sofia, di dare voce a tutti i disabili vittime di questa situazione, attraverso i social network sensibilizzando l’opinione pubblica su questa tematica. Il Gruppo FB ‘Sofia non tace’ permette di postate foto di parcheggi scorretti oltre alle tante barriere architettoniche: gradini troppo alti, scivoli che vedono la loro fine finire verso muri oltre barriere di vario tipo che complicano le vita dei disabili.

‘Sofia non tace’, le parole dell’amministratore del gruppo

Come detto tutto nasce da Pisogne, dove sono arrivati i primi contributi dai diversi utenti, ma con il passare del tempo e con l’aumentare del gruppo, le segnalazioni arrivano anche dalla Val Camonica e ad altre regioni italiane. “Il nostro intento non è quello di denunciare chi parcheggia dove non dovrebbe, tanto è vero che nel regolamento del gruppo è specificato che le targhe delle auto devono essere oscurate prima della pubblicazione degli scatti. Vogliamo diffondere una cultura di rispetto della disabilità” ha spiegato Umberto Monopoli, docente di una scuola superiore ma anche amministratore del gruppo “Sofia non tace”, fondato con Cassis amico e nonno della bimba disabile.

“Io sono ingegnere e mi sono sempre occupato di progettazione: una volta si costruiva tutto a misura di normodotati, ovvero di individui adulti e sani, mentre ora si procede verso il ‘design for all’, che rispetti le esigenze di tutti, compresi bambini, anziani, donne in gravidanza e disabili. Anche uno sportello del bancomat posizionato troppo in alto o un gradino sconnesso possono fare la differenza, nonostante la maggior parte delle persone non ci faccia caso. La filosofia del gruppo si fonda “sull’educazione. Gli insulti vengono subito rimossi. Mettere alla gogna la gente sui social non ci interessa. Speriamo solo che la possibilità di vedere pubblicata la foto della propria auto, seppur non identificabile, serva da deterrente” ha concluso Monopoli come di legge sull’Eco di Bergamo.


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