Senna: 26 anni fa ad Imola il Mondo si ferma

Pubblicato il: 1 Maggio 2020

Ore 14:16, il piantone dello sterzo della sua Williams cede. Finisce così la storia del fenomeno brasiliano.

Era la curva del Tamburello e Ayrton Senna va ad impattare violentemente contro le barriere distruggendo la sua monoposto.

Le parole della squadra medica al GP di Imola e di Alessandro Misley sono emblematiche:

Quando arrivammo sul posto e ci rendemmo conto che la macchina incidentata era la Williams di Senna rimanemmo tutti spiazzati. C’era un pressing mediatico notevole, c’era il pubblico che guardava attonito e la tensione regnava sovrana. Il messaggio che ci arrivò ci fece pensare ad un “normale” incidente per cui ci dirigemmo sul ruolo senza particolare preoccupazione. All’inizio non sapevamo fosse un impatto così grave e mai ce lo saremmo aspettati.

Si scoprì poi che fu trafitto da un pezzo di metallo che sfondò la calotta del casco. Nell’unico punto vulnerabile: la guarnizione di gomma. Maledetto destino ci ha portato via dei piedi, delle mani e un’astuzia automobilistica che avrebbero fatto sognare ancor più persone di quante non sognino ancora oggi.

Alcune ore dopo, poco prima delle 19:00, la dottoressa Fiandri, pressata ed accerchiata da decine di giornalisti, in una sala dell’ospedale Maggiore di Bologna esprime le parole che nessuno avrebbe voluto mai sentire quel giorno:

“Alle 18:40 il cuore di Senna ha smesso di battere”

La Domenica Sportiva 1 Maggio 1994

Da allora, per 25 anni, il 1° Maggio è stato in tutto il Mondo pieno di eventi per ricordare il Senna campione, quest’anno forse sarà diverso. Con questo lockdown nel quale il coronavirus ha costretto tutto il Mondo, ogni appassionato, ogni tifoso, forse ogni persona farà un suo pensiero a quel lontano 1 Maggio 1994, pensando a cosa stesse facendo quel giorno, a cosa pensasse quel giorno. Sarà un ricordo silenzioso, ma pur sempre profondo.

Il fatto che io abbia fede in Dio non significa che io sia immortale. E non sono neanche invulnerabile, ho tanta paura di farmi male come chiunque.


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