Pagani Huayra Tricolore: l’omaggio ai 60 anni delle Frecce Tricolori

Pubblicato il: 22 Dicembre 2020

La Pagani Huayra Tricolore ha tanti richiami al suo interno che rievocano la Pattuglia Acrobatica.

Come scrive la stessa Pagani in un post: “Impetuosa come un jet”.

Prima di descriverla vi consigliamo di guardare questo video da brividi

Pagani Huayra Tricolore

Questo è il modello più potente e veloce mai realizzato dall’azienda emiliano. Un omaggio perfetto a questa coppia di meraviglia della tecnica automobilistica e mondo dell’aeronautica.

La base di partenza è la Huayra BC Roadster che aveva come “scarpe” delle apposite Pirelli: i Pzero Trofeo R.

C’è una differenza, che anziché 805 CV e 1.050 Nm, a terra viene scaricata una potenza di ben 840 CV e 1.100 Nm di coppia massima. E pensate che la BC Roadster che, all’inizio di settembre 2020, ha stabilito un record esagerato a Spa-Francorchamps fra le vetture stradali con 2’23”81.

“Fonte di ispirazione” è l’Aermacchi MB-339 P.A.N., il velivolo attualmente utilizzato dalla Pattuglia Acrobatica dell’Aeronautica nazionale. Al jet costruito negli anni 70 da Aermacchi (che nel 2012 venne ribattezzata Alenia Aermacchi), del resto, si è ispirata la filosofia concettuale che ha dato vita al progetto Huayra Tricolore. Tutto per i suoi 60 anni quindi.

Passiamo ai componenti dedicati. Balza subito all’occhio lo spoiler anteriore o il condotto che porta aria fresca al motore, posizionato al centro, subito dietro e sopra la testa dei passeggeri. Inediti pure l’alettone e il fascione posteriore. All’interno troviamo la selleria in pelle bianca con dettagli blu a contrasto e con l’emblema delle Frecce Tricolori impresso su poggiatesta e fibbia delle cinture: il tutto è ulteriormente impreziosito da finiture di fibra di carbonio e alluminio, manco a dirolo.

Pare che la produzione sarà limitata a 3 esemplari con numerazione come per la pattuglia acrobatica, dove “0” è il comandante, colui che dirige da terra, “1” è il capo formazione e “10” il solita. I prezzi logicamente sono stratosferici. Da 5,5 milioni di euro, il che si traduce in un importo “chiavi in mano” di ben 6,6 milioni di euro.

Dite che hanno trovato già i loro acquirenti?


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