Tutor, il nuovo sistema Sicve-PM finisce al centro di vicende legali

Pubblicato il: 2 agosto 2018

Per i nuovi Tutor Sicve-PM, è stata chiesta la verifica dei brevetti: si è richiesto la verifica del funzionamento dei nuovi rilevatori presenti sulle strade

Guai per i nuovi tutor Sicve-PM. Sembrava essersi conclusa con una soluzione che accontentasse tutti, ma la vicenda dei Tutor si arricchisce di un nuovo capitolo per quanto riguarda il lato legale. Infatti la Craft società accusata e poi uscita vincitrice nei confronti di società Autostrade, per aver copiato il brevetto dei Tutor, ora è andata all’attacco dei nuovi dispositivi. Il nuovo sistema Sicve-PM (acronimo di Sistema Informativo per il Controllo della Velocità con PlateMatching) attivo da pochi giorni è finito sotto la lente d’ingrandimento.

Sono state due le querele presentate (una a Roma e l’altra a Milano),  dall’imprenditore di Latina Alessandro Patanè, attuale proprietario del brevetto originario del Tutor e titolare del software che consente al sistema di funzionare a questo sistema di rilevamento. Le due querele sono poste a carico degli amministratori delegati delle società Autostrade per l’Italia e Autostrade Tech, ma anche per il coordinatore del comitato etico di Atlantia, una società a cui fanno capo le due società Autostrade.

Nuovi Tutor Sicve-PM, l’accusa di Alessandro Patanè

La querela emessa dall’imprenditore Patanè, vede come richiesta l’immediato sequestro dei sistemi Sicve-PM. Una richiesta che se accettata dal magistrato bloccherebbe nuovamente l’uso dei grandi pannelli rilevatori, appena tornati in funzione. Tra i documenti dell’iniziativa legale fatta da Patanè si avanza il dubbio che il nuovo dispositivo Sicve-PM non mostri degli elementi diversi dal Tutor originale di cui l’imprenditore di Latina è titolare del brevetto.

I nuovi Tutor Sicve-PM non utilizza un sistema di riconoscimento della sola targa, come invece avveniva con il primo Tutor, ma anzi oltre a questa presenta un algoritmo che individua l’intera vettura e ne riconosce il passaggio alla porta successiva, prima di far scattare la contravvenzione nel caso in cui la sua velocità media supera quella consentita sul tratto stradale in questione. Un sistema molto più oneroso in termini di capacità computazionali ma, secondo il parere della Polizia stradale, è anche molto più preciso del precedente.


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