MotoGP, Valentino Rossi: “Spero di tornare per il GP di Aragon”

Valentino Rossi spera di tornare per il Gp in terra spagnola in programma il prossimo 24 settembre: “Tutto dipende dalla gamba”

Il rientro ufficiale, quello quando tutto sarà andato per il meglio con la fisioterapia, è cerchiato in rosso sul calendario e corrisponde al prossimo 15 ottobre, quando la Moto GP sarà di scena a Motegi in Giappone. Valentino Rossi però punta a rientrare prima di quella data, tentando un recupero record dopo l’incidente in allenamento della scorsa settimana che gli ha procurato una frattura di tibia e perone della gamba destra. L’idea del campione pesarese, come affermato in un’intervista esclusiva ai microfoni di SkyMotoGP, è quella di salire in sella già nel Gp di Aragon in programma il prossimo 24 settembre: “Dipende molto da come sta la gamba. La mia testa dice Motegi ma tutte le previsione sono un po’ a prenderci. Lo ripeto, dipende dalla gamba, se reagisce al lavoro, se non si gonfia, da come sto io”.

“Quaranta giorni ci separano come tempistica da Motegi ed è un po’ come fu nel 2010. Aragon sarebbe tra tre settimane e sarà veramente difficile. Ma noi tutte le mattine ci proviamo e vediamo. Abbiamo un po’ di tempo. È noioso, fa male e bisogna aspettare”, ha aggiunto rossi che ha parlato del suo infortunio, diverso da quello del 2010: “Sto abbastanza bene, rispetto all’altra volta, la frattura è meno brutta e sono stato subito bene, come il resto del corpo, già da dopo l’operazione. Ho trovato un dottore molto bravo, mi ha fatto una buona operazione subito la notte e quindi mi sono svegliato la mattina che già stavo bene. Questo è positivo, ma rimane il grandissimo dispiacere, che fa più male della gamba.

Un incidente, per certi versi banale quello del Dottore, che ha compromesso la sua corsa verso il decimo titolo: “Stavo facendo un giro di enduro con i miei amici e i piloti dell’Academy. Lo faccio da quando avevo 18 anni, mi portava mio padre. Eravamo quasi alla fine, una discesa abbastanza ripida, andavo piano, c’era uno scalino, sono andato giù e con tutto il peso sulla gamba, mancavano 400 metri alla fine. Fortunatamente eravamo quasi arrivati, perché non riuscivo a muovermi. Gli amici sono andati nel paesino di sotto, c’era un contadino che è salito con un suo mezzo e mi hanno caricato nel bagagliaio per arrivare. Quel tratto con le buche sulla strada è stato il momento più doloroso”.

Valentino Rossi: l’infortunio, Misano e il futuro

Dolore alla gamba e mondiale compromesso. Queste le prime due idee del Dottore che non rinuncia mai alla sessione di allenamento in moto: “Un po’ tutti e due, tanto ho sentito che mi ero fatto male. All’inizio speravo che mi si fosse girata la caviglia, ma era un dolore diverso. Dispiace, soprattutto per Misano e per la bega che avrò nei prossimi giorni perché è difficile. Noi siamo piloti di moto e per noi allenarci in moto è la cosa migliore. Il problema è che quest’anno mi è già successo due volte, l’altra volta con la moto da cross mi è andata veramente bene perché ho dato una gran botta e sono riuscito a correre al Mugello, invece stavolta no. Il calcolo delle probabilità metteva il cross in cattiva luce perché con la moto da cross si sono fatti male tutti, me compreso. Ma l’Enduro non era nella black list, ma alla fine ogni volta che Sali su una moto è sempre pericoloso. È una cosa che 4-5 volte all’anno l’abbiamo sempre fatta. Ora mi alleno a casa con la Playstation, è meno pericolosa e magari riesco a non farmi male”.

La sua assenza a Misano si farà sentire eccome, ma Valentino Rossi invita comunque i tifosi ad accorrere numerosi alla gara di casa, magari tifando anche per Dovizioso e la Ducati: Non essere a Misano è la cosa che mi spiace di più oltre al campionato, ci sono tanti italiani che possono vincere, il Dovi ma anche in Moto2 e Moto3, mi spiace per i tifosi, ma chi andrà si divertirà. Se io fossi un mio tifoso? Andrei ugualmente.

Ora c’è bisogno di tempo per recuperare al meglio, soprattutto se il rientro – almeno quello che Rossi spera – è fissato per Aragon. Il dottore non ci sarà a Misano, ma sarà a casa: “Come passo il tempo? Guardo la tele, i film, le serie. Mi alleno la mattina, poi faccio fisioterapia il pomeriggio, già abbiamo da fare. È un po’ come quando ti sospendono da scuola ma con l’obbligo di frequenza. Praticamente io non guido la moto ma devo fare tutto il resto. Come vedrò la gara di Misano? La guarderemo a casa mia, con i miei amici. Magari vi telefono”.


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