Moto GP, Rossi: “Bisogna ripartire dalla Yamaha del 2016”

Pubblicato il: 30 novembre 2017

Valentino Rossi a Radio Deejay parla della stagione che si è appena conclusa e di un suo possibile ritiro: “Penso che qualcuno sarà anche molto contento quando smetterò”

Si chiude definitivamente il 2017 sportivo per Valentino Rossi, che dopo gli ultimi giorni di test Yamaha a Sepang, dove ha lavorato intensamente per provare a raccogliere dati importanti in vista del 2018, ora si gode il suo riposo pronto a ricaricare le batterie e dimenticare una brutta annata. Un campionato MotoGP deludente per la casa di Iwata, con solo quattro vittorie totali (tre con Maverick Vinales e una proprio del ‘Dottore’) ma che per via di molti problemi non ha potuto dare battaglia sino alla fine.

Una lotta che si è ristretta alla sola coppia MarquezDovizioso, tra Honda e Ducati, davvero superiori ad una M1 che però è pronta a tornare a dare spettacolo. Lo conferma proprio Valentino Rossi a Radio Deejay che ha spiegato il lavoro svolto a Sepang in vista della prossima stagione: “Sono andati abbastanza bene. Alla fine abbiamo girato con la moto dotata di telaio 2016. Adesso siamo tutti d’accordo che quella 2017 fosse un po’ peggio. Ma ancora stiamo aspettando la moto nuova. Ci sarà qualcosa di interessante per febbraio. La base di partenza sarà la moto 2016”.

Valentino Rossi a Radio Deejay, i problemi della moto e l’infortunio

Rossi che ha parlato del telaio, spiegando come questo possa influire sul risultato e soprattutto sulle segnalazioni che lui ha dato ai tecnici: “La distribuzione dei pesi, la posizione del motore e le varie rigidezze. Bisogna segnalare Ai giapponesi, che progettano la moto. Il problema è stato che Vinales, arrivato dalla Suzuki, è andato subito forte con la moto. Io appena l’ho provata non mi sono trovato bene. A Valencia e Sepang avevo molti dubbi, però lui andava forte e dicevo che magari ero io ad essere stanco dopo la stagione. Dunque ho deciso di provare con la moto nuova. Però è stato un errore alla fine e abbiamo perso un sacco di tempo”.

Un Maverick Vinales partito bene e che poi non ha più trovato la velocità che aveva ad inizio stagione “Abbiamo fatto un sacco di ricerche, secondo me la moto va male dove la pista ha poco grip e dove è caldo. In Malesia c’era asfalto nuovo e grip incredibile, poi le prime tre gare fuori dall’Europa siamo andati forte, ero in testa al campionato e pure Vinales aveva vinto. Erano tutte piste con grip, poi in Qatar si correva di notte e c’era fresco. Quando siam tornati in Europa, abbiamo cominciato ad avere problemi, da Jerez dove fa caldo. Poi quando hai problemi magari cominci a fare cose estreme e peggiori”.

Il 2017 di Valentino Rossi è stato drammatico anche per la frattura di tibia e perone prima del Gran Premio di Misano, saltato per infortunio: “E’ stata dura. Mi era successo nel 2010 al Mugello, appena capitato ero disperato per tre cose. In primis perché faceva malissimo, poi perché sapevo cosa dovevo passare con l’operazione e in terzo luogo perché si chiudevano le ultime chance per il campionato. Ero comunque pessimista per il titolo, perché non ero abbastanza veloce. Poi è successo tutto prima di Misano, che è la gara di casa. Già prima del Mugello avevo preso una botta serie e mi era andata bene, sono stato fortunato. La seconda volta sono caduto a 30 km/h in enduro su un posto dove corro da vent’anni con gli amici di mio padre Graziano”

Valentino Rossi a Radio Deejay, il ranch l’amore e Zarco

Circa il suo futuro, lontano dalla MotoGP quando lui non ci sarà più il dottore risponde: “Penso che qualcuno sarà anche molto contento quando smetterò, tra i miei avversari… Non so perché l’attenzione sia sempre su di me, forse è un insieme di cose. Ho avuto una carriera molto lunga, ho vinto tanto e poi la gente si è innamorata. In Italia ho fatto conoscere il motociclismo a gente che non lo conosceva. E anche all’estero è incredibile. Ho molti tifosi anche in Spagna, mi dà grande gusto”. Campionato fermo e tanto allenamento per Rossi: “Adesso niente test MotoGP, quindi correrò al Ranch. Faremo anche una gara. Tutto nasce dal flat-track americano, che faceva già Kenny Roberts. Ti insegna a entrare in curva senza frenare, devi rallentare la moto piegandola e mettendola di traverso. Grandi sfide coi ragazzi dell’Academy. Io mi alleno anche a Misano con la Yamaha R1, ora però fa freddo”.

Il ranch palestra per il Dottore, che però è finito sott’accusa da parte dei suoi vicini di casa: “Quando hai una pista dove girano moto è sempre una bega. Noi siamo in regola con tutto, ma penso che sarà una lotta senza fine ed è iniziata da quando abbiamo aperto. Giriamo una volta a settimana d’inverno e una ogni due in estate”. Vita privata e paragone Zarco-Verstappen: “Non ho tempo per avere una morosa, sono sposato con la moto (ride, ndr). Johann Zarco? E’ come Verstappen, non frena mai”.

Valentino Rossi a Radio Deejay, l’allievo Morbidelli, il ritiro e la F1

Tra i suoi allievi nella VR46 Riders Academy c’è Franco Morbidelli che ora sarà avversario in MotoGP: “E’ molto forte, quest’anno ha fatto paura. Otto vittorie, campione del mondo. E’ stata una grande soddisfazione vederlo vincere. Penso di avergli dato qualcosa per aiutarlo. Suo padre lo portò ad abitare a Tavullia, loro erano di Roma. Lo abbiamo aiutato molto. E’ un ragazzo d’oro”.

Circa il ritiro Rossi risponde: “Sì, ho paura di smettere. Penso che quando smetterò con la MotoGP avrò dieci anni per correre in auto. Sia fare rally che andare in pista. Mi piacerebbe correre la 24 Ore di Le Mans. Magari corro con Alonso, così usciamo insieme a cena (ride, ndr). Comunque correrò fino a quando sarò competitivo e avrò voglia”. La Formula Uno e la possibilità di guidare una Ferrari: “Il momento in cui sono stato più vicino alla F1 è stato il 2006. Andavo forte, erano andati bene i test. Però sarebbe stato difficile diventare pilota ufficiale Ferrari. Non ero pronto a lasciare le moto, non mi sono mai pentito. Ho vinto altri due mondiali”.

Il Dottore non abbandona l’obiettivo del decimo titolo sfumato nel 2017: “L’anno scorso si poteva vincere, quest’anno era più difficile. Ma pensiamo al prossimo, ci riproviamo. Dipende sia da me che dalla moto. Bisogna essere in forma e avere una moto competitiva. Comunque quest’anno sono stato abbastanza competitivo. Da qui a febbraio serve che Yamaha faccia il salto di qualità. Il grosso del nostro lavoro è stato fatto, abbiamo fatto un meeting dopo i test dove io e Vinales abbiamo detto cosa ci serve”. Sul suo avversario più forte? Risponde così: Marquez molto forte, ma anche Stoner e Lorenzo. Direi loro tre”.

Chiusura dedicata alla Ducati, che con Andrea Dovizioso che ha lottato per il titolo e Jorge Lorenzo invece più in difficoltà: “Alla fine poi Lorenzo ha iniziato ad andare forte. Comunque la Ducati è una moto difficile da guidare, soprattutto se vieni dalla Yamaha perché sono agli antipodi come idea di moto. Dovizioso quest’anno ha sorpreso tutti, è stato molto bravo. Ha vinto molte gare e ha dimostrato che la moto va forte. Ho paura che l’anno prossimo andrà forte anche Lorenzo (ride, ndr)”.


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