Moto GP: le ultime disavventure di Melandri colpa delle gomme?

Pubblicato il: 24 Luglio 2015

Dallo scorso Gran Premio di MotoGP forse qualcuno si è accordo che i piloti sulla griglia di partenza non erano gli stessi. Già perché Marco Melandri, che fino ad allora era stato pilota dell’Aprilia Racing, ha rescisso il contratto con il Team Gresini lasciando il suo posto a Michael Laverty.

Un ritorno in MotoGP che non è mai decollato, con Melandri che in 8 gare non è mai riuscito ad andare oltre la diciottesima piazza, con il suo ex compagno di squadra, Alvaro Bautista, che non se la passa di certo meglio sebbene sia riuscito a mettere a referto 11 punti. Zero punti in classifica, il morale sotto i tacchi e un feeling con la moto mai raggiungo. Forse Macho, col senno di poi, sarebbe rimasto in Superbike dove nelle ultime stagioni ha dato spettacolo e lottato per il titolo. E invece il ravennate ha voluto fare un salto nel passato, in una MotoGP in cui non correva da cinque anni, dopo essersi laureato anche vicecampione del mondo nel 2005 dietro Valentino Rossi.

Ma cosa è successo a Melandri e alla sua Aprilia? Che cosa non è andato? Come al solito, quando una storia finisce, ci sono tante contingenze che arrivano a rovinare l’iniziale idillio. Il motore V4 è sembrato affidabile e veloce, hanno invece convinto di meno sia il telaio che la parte ciclistica. Poco da dire sulle gomme, che non sembrano essere state la variabile che non ha permesso a Melandri di combattere per le posizioni che contano.

La crisi dell’Aprilia e di Melandri sono forse da ricondurre all’azzardo fatto dalla casa automobilistica nel ritornare in una MotoGP lontana parente ormai di quella di qualche anno fa quando il team italiano lottava per il podio. E forse anche il Macho, che non ha mai nascosto la sua volontà di rimanere in Superbike, è tornato sui circuiti della MotoGP senza le giuste motivazioni, soprattutto dopo le prime gare quando era evidente che la musica era notevolmente cambiata. Melandri già da febbraio aveva chiesto all’Aprilia di tornare in Superbike, senza però essere accontentato. Ecco che, inevitabile, è arrivata la rescissione. “Ha prevalso il buon senso, purtroppo è stata un’operazione che non ha funzionato”, ha affermato Alberto Vergani, il manager del Macho. “Era un’iniziativa che sulla carta faceva sognare: il ritorno di Marco in MotoGP con una moto italiana da sviluppare. Purtroppo è stata una torta venuta male. Speravamo tutti in una storia diversa. È una separazione consensuale ma con tristezza e grande costernazione da entrambe le parti” ha concluso Vergani.

Auguriamo un enorme in bocca al lupo a Marco Melandri e al prosieguo della sua carriera. Forza Macho, facci tornare a sognare!


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