FCA in lutto: è morto Sergio Marchionne

Pubblicato il: 25 luglio 2018

Morto Sergio Marchionne storico amministratore delegato di FCA nella clinica di Zurigo dove era stato ricoverato per un intervento: fatali due arresti cardiocircolatori

Questa mattina a Zurigo, è morto Sergio Marchionne. L’ex amministratore delegato della FCA è scomparso nella clinica dove era ricoverato da fine giugno, dove si era sottoposto ad un intervento chirurgico. A soli 66 anni lascia la compagna Manuela Battezzato e i figli Alessio e Tyler che gli sono stati accanto in questa sua ultima e lunga battaglia. Secondo quanto riportato da La Stampa, sembra che l’amministratore delegato arrivato tre settimane fa all’Universitatsspital per un’operazione alla spalla destra,doveva uscire dalla struttura dopo pochi giorni di convalescenza. In questo periodo però c’è stata una complicazione improvvisa e inattesa che lo ha portato a un arresto cardiaco.

Qui il trasporto nel reparto di rianimazione dove non è stato attaccato alle macchine in modo sistematico lo tenessero in vita. Mentre era in rianimazione purtroppo l’amministratore ha subito ulteriore attacco cardiocircolatorio che lo ha portato questa mattina al decesso naturale. Secondo fonti interne all’ospedale sembra che il tumore – motivo per il quale è stato operato – non rappresenti la causa del decesso. Al momento il corpo è ancora in Svizzera mentre circa la camera ardente e sul funerale non ci sono ancora indicazioni.

Morto Sergio Marchionne l’amministratore che ha salvato FCA

Dopo diversi lavori accompagnati da altrettanti successi, su volere di Umberto Agnelli nel 2003 arrivò alla FIAT come consigliere di amministrazione. Solo un anno dopo avrebbe poi assunto la carica di ad l’anno successivo. “Perdiamo due milioni di euro al giorno, la situazione non è semplice”, aveva constatato alssuo insediamento con la decisione di arrivare alla rottura del patto con Gm e la conseguente restituzione dei debiti alle banche. Mossa che si rivelò essere il suo primo successo. L’azienda sotto la sua guida è solida ma il vento della crisi mondiale mette di nuovo tutto in discussione. Ecco la nuova idea vincente: nel 2009 punta alla salvezza di FIAT nel salvataggio di Chrysler puntando alla fusione di Fiat con la casa americana. Qui nasce Fca che con il tempo diventerà un colosso da 4,5 milioni di auto all’anno, affermandosi il settimo costruttore mondiale. In Italia gli sconti non mancano. Storico quello del 2010 con la Cgil, dove Marchionne chiede la rinuncia allo sciopero, come aveva già ottenuto in America. Sindacati divisi e piano della Fabbrica italia che travolto dalla crisi globale, non viene realizzato. Nel 2014 Marchionne fissa un nuovo obiettivo: entro fine 2018 azzeramento dei debiti e della cassa integrazione.

Il primo viene centrato grazie alla produzione di Pomigliano d’Arco e la sua fabbrica dove vengono prodotte circa 900 Panda al giorno – una ogni 58 secondi -, mentre per la cassa c’è ancora il 7 per cento dei dipendenti. FCA si quota alla Borsa di New York e le cose vanno bene sino a portare il manager a tentare un nuovo accordo con Gm puntando a diventare il primo produttore mondiale e risparmiare sugli investimenti., ma da Washington arriva un secco “no”. Nel 2017 annuncia la sua uscita di scena da Fca. Dopo aprile 2019 sarebbe rimasto presidente di Ferrari.

 


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