Formula Uno, morto Niki Lauda: il campione austriaco se ne va all’età di 70 anni

Pubblicato il: 21 Maggio 2019

Morto Niki Lauda, storico campione austriaco di Formula Uno con Ferrari e McLaren e nell’ultimo periodo a capo del reparto corse della Mercedes.

Morto Niki Lauda, il comunicato della famiglia

La Leggenda della F1 se ne va all’età di 70 anni. A rendere nota la scomparsa del pilota è stata la famiglia con un comunicato. “Con profonda tristezza annunciamo che il nostro amato Niki è morto pacificamente con la sua famiglia accanto lunedì“, si legge nella nota che comunica la morte del pilota che era ricoverato in una clinica in Svizzera per un problema ai reni.

Problemi fisici che non sono mai mancati all’austriaco. Forte, fortissimo, considerato da molti come uno dei miglior piloti della Formula Uno, Lauda la morte l’aveva già sfiorata. Il 1º agosto 1976 sul tracciato del Nürburgring nella gara vinta dal suo rivale James Hunt su McLaren-Ford Cosworth, il pilota su Ferrari subisce un brutto incidente.

Morto Niki Lauda, il rogo al Nurburgring

Nel secondo giro del GP in Germania, Niki Lauda tocca tropo il cordolo, e perde il controllo della sua Ferrari nella curva al Bergwerk. Monoposto che sbanda verso destra, sino a toccare il il guard-rail esterno. La vettura rimbalzò in mezzo alla pista, dove scattò un bruttissimo rogo. Guy Edwards riuscì ad evitare la vettura in fiamme, mentre Harald Ertl e Brett Lunger non poterono evitare l’impatto. Scontro che portò Lauda a perdere il casco.

I tre piloti abbandonarono le proprie vetture estraendo Lauda dal relitto della vettura. Anche Arturo Merzario aiutò i suoi colleghi a deporre Lauda sull’erba della via di fuga, dove venne subito soccorso Gravemente ferito e ustionato, il pilota venne portato in elicottero all’ospedale militare di Coblenza. Da lì gli spostamenti prima al Trauma Clinic di Ludwigshafen, poi al Städliche Krankenanstalten di Mannheim. Qui Lauda lottò tra la vita e la morte. Riscì a vincere la sua gara più importante, cosa che non gli è riuscita questa volta.

Morto Niki Lauda, tre mondiali e la rivalità con Hunt

Lauda nella sua carriera in Formula Uno ha conquistato ben tre titoli mondiali. Due vinti con la Ferrari prima (1975, 1977), il terzo su McLaren (1984). Qui proprio come fatto contro il suo potente nonno – lasciò gli studi per correre in Formula Uno – Lauda lotta contro tutto e tutti. Oltre all’incendio, si batte contro Hunt e Enzo Ferrari.

Con il primo, dopo le battaglie in Formula 2, ‘il computer’ così soprannominato per la bravura nel preparare l’auto, si scontrerà con Hunt the Shunt (“Hunt lo schianto”), che invece era spettacolare per il suo modo di guidare. Nel 1976 il rogo del Nurbugring porta Hunt a vincere e recuperare in classifica ai danni di Lauda. Qui Enzo Ferrari vista l’emergenza decide di mettere sotto contratto Reutemann.

Proprio in quest’occasione Lauda e Enzo Ferrari vennero di nuovo in contrasto – numerosi sono stati gli scontri tra il Drake e l’austriaco – con il pilota che riuscì ad imporsi. Lauda prima accorcia i tempi del recupero e poi decide di tornare per gli ultimi quattro Gran Premi dell’anno. Debilitato a livello fisico, l’austriaco si arrenderà alla potenza di Hunt che vincerà il mondiale.

Nella sua vita c’è stata anche una compagnia aerea messa su scalando in solitaria, Lauda Air, premiata e venduta a tempo debito. Due i matrimoni per l’austriaco. Il primo nel 1976 con Marlene Knaus che è stata vicina al pilota durante l’incidente del Nürburgring. Il connubio ha portato alla nascita di Lucas e Mathias. Da una relazione extraconiugale è nato poi il terzogenito Christoph nel 1982.

Nel 2008 arrivano le seconde nozze con una hostess che lavorava nella seconda compagnia aerea da lui fondata (la Fly Niki). Si tratta di Birgit Wetzinger, molto più giovane di lui che nel 2009, gli regala i gemelli Max e Mia. Come la Knaus, anche la Birgit è stata vicino al pilota. Infatti l’hostess donò un rene al pilota nel 2005, a seguito di una malattia. Rene che però ieri non hanno sopportato i tanti problemi, e che lo hanno portato alla morte. Ciao Leggenda!


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