MotoGP, UFFICIALE – Jorge Lorenzo torna alla Yamaha: sarà il collaudatore

Pubblicato il: 31 Gennaio 2020

Jorge Lorenzo collaudatore Yamaha. Il pilota maiorchino parteciperà ai test di Sepang, partendo con lo shakedown del 2-4 febbraio.

Lorenzo collaudatore Yamaha, il maiorchino torna alla casa dei tre diapason

Fresco di addio alla Honda, Jorge Lorenzo non lascia il mondo della corse, ma anzi torna dove tutto è iniziato. Infatti notizia data per certa da molti addetti ai lavori, ora ha assunto anche i crismi dell’ufficialità. Da oggi Jorge Lorenzo torna in Yamaha ‘con effetto immediato’ in veste di collaudatore e pilota di sviluppo della nuova M1 per la stagione 2020.

Il cinque volte campione del mondo, che meno di tre mesi fa a Valencia aveva annunciato il suo ritiro dalle corse dopo una stagione fallimentare – e ricca di infortuni – in sella alla Honda, ha accettato la nuova sfida della Casa di Iwata e sarà protagonista già dalla prima uscita stagionale di inizio febbraio in Malesia.

Lorenzo collaudatore Yamaha, le parole di Lin Jarvis

“Quando abbiamo saputo che Jorge avrebbe interrotto la sua carriera agonistica attiva, abbiamo subito iniziato a prendere in considerazione l’idea di fargli una proposta. Le statistiche dei suoi successi con noi in questi nove anni insieme parlano da sole. È un pilota di MotoGP di grande esperienza, che conosce da vicino la M1 e le persone della Yamaha”,  queste le parole del managing director della Yamaha Lin Jarvis che ha parlato di Lorenzo come collaudatore Yamaha.

“Abbiamo conosciuto Jorge come un pilota molto preciso e motivato, con una coerenza impeccabile e una buona conoscenza tecnica: tutte le qualità di cui hai bisogno in un pilota collaudatore di alto livello. La combinazione dell’esperienza, della conoscenza e della velocità di guida di Jorge con l’esperto capo squadra Silvano Galbusera è un elemento importante nella nostra strategia per rafforzare il test team di test, che mira a colmare il divario tra ingegneri e collaudatori in Giappone e la squadra in pista”, ha concluso Jarvis.

 


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