L’auto solare è italiana: parteciperà all’American Solar Challenge 2018

Pubblicato il: 13 giugno 2018

Si chiama “Emilia 4”, è stata creata da un team di 60 persone e riesce a raggiungere i 110 km/h.

Avete mai sentito parlare di un’auto ad energia solare? Difficile, anche perché se ne trovano solo pochi prototipi, uno di questi però è interamente progettato e creato in Italia. L’auto si chiama “Emilia 4”, è nata a Bologna per mano di un team di 60 italiani chiamato “Onda solare” e parteciperà alla prossima American Solar Challenge 2018.

Un traguardo importante per il team di Castel San Pietro che da un’idea nata molto tempo fa si ritrova ora a gareggiare alla più importante competizione per auto alimentate ad energia solare.

Emilia 4 è in grado di arrivare a 110 km/h, un lusso anche per auto del genere visto che la gara avrà una media che si aggirerà attorno ai 60 km/h. A prima vista sembra un’auto familiare a quattro posti ma le sue linee aerodinamiche svelano il suo carattere sportivo e la sua particolarità.

L’auto solare è stata presentata in anteprima assoluta al museo Ferrari di Maranello, altro vanto per il team creatore formato da soggetti molto diversi tra loro: professori universitari, imprenditori, studenti, pensionati, meccanici e tanti altri, tutti con un solo obiettivo: riuscire a creare l’auto solare migliore al mondo.

L’American Solar Challenge è una gara molto dura: sei giorni di sfide per 3.460 chilometri in totale. Si parte dal Nebraska e ci si dirige a ovest fino all’Oregon. Al volante di Emilia 4 ci sarà Ruggero Malossi, impiegato comunale di Castel San Pietro. Per vincere però non sarà necessario arrivare prima di tutti: il regolamento è infatti molto particolare e, in sintesi, consente di vincere la gara anche se si ha un buon piazzamento tra i primi ma si caricano più persone in auto.

A dare manforte a Malossi infatti ci sarà anche Gabriele Rizzoli, un dottorando che fungerà da tattico monitorando sopratutto il meteo, una variabile fondamentale per la buona riuscita della gara: “Sapere se durante il tragitto s’incontrerà tempo sereno o nuvoloso è decisivo per la ricarica delle batterie solari” sottolinea Cristiano Fragassa, altro membro del team e ricercatore all’Università di Bologna.

Grazie alla partecipazione di studenti, dottorandi e professori dell’Alma Mater Università di Bologna il progetto “Onda solare” ha attratto numerosi sponsor di rilievo tra cui Enel Green Power e la Regione Emilia-Romagna. Negli Stati Uniti sarà comunque dura, il budget del team italiano è nettamente inferiore a quello delle corazzate giapponesi e americane, che hanno dalla loro gli ingenti capitali messi a disposizione dagli sponsor come Ford, Toyota e Yamaha.


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