Formula Uno, la Force India arriva a SPA con il brivido

Pubblicato il: 24 agosto 2018

Fallimento Force India con il team salvato da Stroll che però si è presentato al GP del Belgio: c’è il rischio che per le prossime gare la squadra debba cambiare il nome

L’allarme serpeggiato alla vigilia del GP del Belgio non dovrebbe trovare conferma. I camion e l’hospitality Force India sono  comparsi nel paddock di Spa, seppure in incognito. In pratica, sono riconoscibili soltanto dal colore rosa, mentre è scomparso qualunque tipo di identificativo, che sia il nome, o sponsor. Dovrebbero quindi esserci tutti i 10 team schierati domenica anche se buona parte dei nodi legati alla vicenda devono essere ancora sciolti.

innanzitutto i problemi relativi al passaggio di proprietà senza il dovuto consenso delle 13 banche partecipanti. Un intoppo che a quanto pare dovrebbe costringere il neo patron Lawrence Stroll e soci del consorzio a modificare il nome della scuderia. Per il momento vi è dunque solo una certezza.  Robert Fernley, l’attuale vice boss dell’equipe che schiera come piloti Esteban Ocon e Sergio Perez, non farà più parte della compagine.

Fallimento Force India, possibile l’utilizzo di un nuovo nome

Ad informalo della defenestrazione lo stesso papà di Lance, poco incline a mantenere legami con i rami secchi del passato. L’inglese infatti era stato a lungo uno degli uomini di punta della gestione di Vijay Mallya, ricoprendo il ruolo di suo spalla principale a partire dal 2008, anno in cui comparve per la prima volta la denominazione tutt’ora in uso. Come detto, per continuare a disputare il campionato in corso la Force India potrebbe essere costretta ad un cambio di nome.

Probabilmente già dal prossimo appuntamento in programma dal 31 agosto al 2 settembre a Monza. Intanto a Spa Francorchamps, sede del primo round post vacanze esive, il team indiano con quartier generale in Inghilterra, oggi 6° della classifica generale con 59 punti,  dovrebbe poter ancora correre con la vecchia identificazione sebbene qualcosa è già sparito, ossia il marchio Sahara, presente sin dall’esordio della scuderia dopo il passaggio da Jordan, Midland e Spyker.


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