FCA, dimissioni Altavilla: lascia anche il braccio destro di Marchionne

Pubblicato il: 25 luglio 2018

Dimissioni Altavilla che portano Mike Manley ad assumere ad interim il suo nuovo ruolo: considerato ‘il ministro degli Esteri’ era il braccio destro di Marchionne

Alfredo Altavilla, dà l’addio a FCA, gruppo di cui era responsabile delle attività europee, chiudendo di fatto alla possibilità di vederlo al posto che Marchionne ha occupato fino al 21 luglio. Nato a Taranto 55 anni fa, e conseguita la Laurea in Economia presso l’Università Cattolica di Milano inizia la sua carriera proprio presso l’Ateneo milanese come assistente universitario. Nel 1990 viene assunto in Fiat Auto, qui, inizialmente entra a far parte del team di pianificazione strategica e sviluppo prodotto. La sua ascesa è rapidissima nel 1995 viene nominato Responsabile dell’Ufficio Fiat Auto di Pechino e nel 1999 Responsabile delle attività in Asia.

Fedelissimo di Sergio Marchionne, è suo braccio destro nella nella complessa trattativa con General Motors, nello stesso anno è nominato Presidente di FGP (Fiat/GM Powertrain JV) e Senior Vice President Business Development di Fiat Auto.Nel luglio del 2005 è diventato Chief Executive Officer di TOFAS, quotata alla Borsa di Istanbul, joint-venture paritetica tra Fiat Auto e Koç Holding, mantenendo la responsabilità di Business Development.I traguardi dell’ultimo decennio sono iper soddisfacenti. Nel luglio 2009 entra nel Consiglio di Amministrazione di Chrysler Group LLC e a ottobre 2009 è nominato Executive Vice President Business Development di Fiat Group. È stato membro del consiglio di amministrazione di Actuant Corp., FCA Bank e ed è membro Tim S.p.A.

Dimissioni Altavilla, le reazioni all’addio

Altavilla è noto per essere stato l’uomo della trattativa con Gm, al fianco di Marchionne, a New York, del blitz grazie al quale l’ad ha chiuso con la casa di Detroit la put option portando a casa 2 miliardi di dollari. Fondamentale il suo ruolo anche nella conquista di Chrysler, Altavilla è considerato uno dei top manager dell’ultimo ventennio. Ancora tutto tace sul futuro dell’uomo considerato il “Ministro degli Esteri” del gruppo, certa, invece la perdita per Fca di una pedina fondamentale.

Altavilla era il tramite europeo per gli ambienti finanziari che si consultavano con lui prima di ogni incontro ufficiale con gli analisti, dava spiegazioni, introduceva l’esatta lettura dei conti; visitava gli stabilimenti, non solo italiani. I sindacati riponevano in lui grande fiducia poichè non li aveva mai ingannati, così come i concessionari ben predisposti nell’ascoltare e accettare anche le proposte più onerose, pur di sostenere il mercato. Sicuramente altre strade professionali attendono il manager, ambito da nuove realtà industriali, e dalla stessa politica nazionale. L’auspicio più forte è che in Fca non venga perduta “l’italianità”, questo è quello che sottolinea Cesare Romiti, per 25 anni a fianco dell’avvocato Giovanni Agnelli alla guida di Fiat, in un’intervista al Corriere di Torino.

 


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