Pneumatici, scoperto il batterio che mangia le gomme

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Pubblicato il: 10 Giugno 2019

Batterio che mangia le gomme che è stato scoperto da un giovane ragazzo cileno. Questa rappresenterebbe una  soluzione perfetta per il problema della gestione e la riduzione degli pneumatici usati ma anche della plastica in generale che copre il nostro pianeta.

Batterio che mangia le gomme, arriva una rivoluzione?

A differenza di come si potrebbe pensare, la scoperta non è arrivata da un’università, ma da un ragazzo appena maggiorenne. Si chiama Jorge Miles, di 18 anni, che è stato capace di isolare i microrganismi utili a degradare la gomma. In sostanza, il batterio è capace di mangiare la gomma. Come sappiamo gli pneumatici sono plastiche altamente durevoli.

Infatti per la distruzione sono necessari migliaia di anni perché il processo di degrado naturale sia compiuto. Grazie a questo batterio serviranno solo 10 anni per eliminarli definitivamente. Si tratterebbe di una rivoluzione. Ma come è avventura la scoperta di questo batterio?

Batterio che mangia le gomme, la scoperta del fenomeno

In un laboratorio della scuola, durante una lezione legata alla sostenibilità, ha notato che alcune ruote presentavano qualcosa di diverso. All’interno della gomma erano cresciute delle piante. Da qui la domanda, di come fosse possibile tutto questo?

Qui Miles ha deciso di indagare e poi scoperto che due batteri mangiavano gli pneumatici. Grazie al supporto e l’aiuto del biochimico Patricio Kim, il giovane cileno ha prima analizzato le gomme in cui crescevano le piante, e poi scovato i due batteri capace di ‘mangiare’ gli pneumatici durante l’alimentazione.

Batterio che mangia le gomme, si punta a ridurre i rifiuti

I due batteri, secondo Miles, sarebbero capaci di eliminare una gomma in soli 10 anni. Se comparato ai numerosi anni che impiega uno pneumatico a degradarsi, si tratta di un periodo veramente piccolo e che lascia una speranza per liberarsi di tutti gli pneumatici usati e la plastica presente nel mondo.

L’idea di Miles va oltre la dismissione degli pneumatici come rifiuti. Vuole eliminare il problema alla radice. Così costruendo le gomme del futuro con questi due batteri, si potrebbe ridurre notevolmente il tempo di questi rifiuti nelle discariche. Per ora si sta lavorando all’isolamento dei due batteri, per testare su larga scala l’efficacia della scoperta.


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